Follow by Email

sabato 26 marzo 2016

OPERARE PER IL BENE



Comunque vadano le cose e comunque gli altri si comportano con noi, se vogliamo davvero contribuire a migliorare il mondo e dare un senso alla nostra vita, dobbiamo cercare sempre di operare per il bene, anche se qualcuno può comportarsi male e ferirci profondamente.
La vita umana è un dono prezioso e quando noi la viviamo con una prospettiva troppo egoistica come possiamo aspettarci che il bene operi per noi?
E' importante frequentare le giuste persone, persone che siano più elevate di noi e che ci facciano
comprendere come tutto può sempre trovare, attraverso la sincerità e l'amore altruistico, una risoluzione positiva.
La nostra mente grossolana pensa che rimarremo qui in eterno e ci attacchiamo ad alcune persone o oggetti, mentre gli altri li rifiutiamo e arriviamo persino ad odiarli.
Tutto ciò che pensiamo degli altri è solo una grande illusione della nostra mente, poiché non siamo liberi di pensare veramente. Lo saremmo se la nostra mente fosse libera da tanta spazzatura inutile.
Alcune persone hanno un concetto molto astratto della libertà, pensano di essere libere ma sono prigioniere dei loro modi di fare e dei veleni che inquinano le loro menti.
Alla fine non provano mai soddisfazione in niente, provano qualche beneficio nei viaggi che fanno, ma non colgono ciò che c'è dietro un viaggio e sopratutto sono molto lontane dal capire che tutti i conflitti che hanno con le altre persone debbono cercare di risolverli in questa vita poiché è l'ultimo respiro quello che , alla fine, conterà.
Il problema è che sono poche le persone che vanno oltre l'apparenza e che condividono discorsi spirituali, premetto che la spiritualità non ha nulla a che fare con la religione.
La religione che è fatta da uomini e spesso ci chiude in concetti che creano divisione, la spiritualità, al contrario, ci apre alla condivisione.
Un po di tempo fa qualcuno mi chiese se si può continuare ad operare per il bene di chi ci ha ferito. Una persona che ferisce l'altra, che non è gentile con un'altra, che è chiusa nel proprio egoismo, nelle proprie idee e nei propri preconcetti, non si può dire certo che è una persona libera e come potrebbe essere la sua mente libera se vede negli altri quello che non c'è?
Per rispondere alla domanda: è necessario sempre perdonare, il perdono non è acconsentire, accogliere un comportamento palesemente poco etico dell'altro nei nostri confronti, ma se noi non perdoniamo continueremo ad essere coinvolti nella sua vita, ad essere legati.
Perdonare significa perdere l'odio e il risentimento per il danno subito, significa divenire noi esseri liberi e non essere complici dell'azione scorretta dell'altro.
Ci sono persone che, anche se sono state perdonate continuano a comportarsi male, ma questo non deve riguardarci perché pur credendo di essere delle persone libere in realtà non lo sono.
Certamente abbiamo una libertà di scelta e fra queste non ci deve mai essere da parte nostra l'imposizione di voler per forza aiutare l'altro se questi non gradisce il nostro aiuto.
Noi, se siamo davvero delle persone libere, dobbiamo continuare ad operare, senza ego, per il bene anche se gli altri vedono il male nei nostri gesti, ma questa  è solo una proiezione della loro mente.
Veniamo in questa vita per risolvere i conflitti, non sempre riusciamo a risolverli, nonostante la nostra buona volontà, perché se la mente dell'altro è chiusa  a qualsiasi tipo di dialogo, allora noi, pur continuando ad operare per il bene di tutti, dobbiamo lasciar perdere.....
Operare per il bene degli altri senza aspettarsi nulla in cambio è una cosa molto, molto, molto difficile poiché l'ego si gonfia anche dei successi, ma sempre ego è. L'ego ci fa credere che se siamo buoni siamo migliori degli altri, non è così, assolutamente. Diveniamo esseri migliori e non in relazione agli altri ma per il nostro percorso evolutivo quando ci comportiamo bene amando tutti, promuovendo la verità e la non violenza e questo lo dobbiamo fare innanzitutto per il nostro bene. Infatti è nella natura dell'essere umano non essere un animale.
In genere tendiamo a fuggire da coloro che ci fanno notare i nostri difetti e ci piace frequentare chi non è veritiero con noi, tuttavia la prima persona opera per il bene della nostra evoluzione incitandoci a migliorare, la seconda  ci manipola.
Il bene degli altri è ciò che ci può rendere persone migliori anche se a pochi interessa essere migliori.



venerdì 25 marzo 2016

L'ARTE DELLA RELAZIONE


Il termine "relazione" in senso generico indica un collegamento che sussiste fra determinate entità. Questa è la descrizione che il dizionario da di una relazione. Ho messo la foto sull'amicizia ma, naturalmente, queste regole valgono per qualsiasi tipo di relazione, poiché quando delle persone si conoscono inizia una sorta di collegamento.
Senza relazioni la vita diventa triste poiché una delle ricchezze della vita è proprio l'arte di condurre delle sane relazioni e di saperci collegare agli altri e collocare nelle loro vite, senza invaderle.
Le relazioni che abbiamo sono lo specchio di quello che noi siamo dentro: avremo delle relazioni vere, autentiche, trasparenti, se dentro di noi cerchiamo di promuovere la verità e l'amore.
Avremo relazioni superficiali e piene di trambusto,  se dentro siamo delle persone superficiali e in conflitto con noi stessi. Quello che vediamo nell'altro in realtà è quanto abbiamo dentro di noi. Se vediamo negli altri la bellezza è perché abbiamo una buona relazione con noi stessi, innanzitutto. Al contrario se vedremo l'altro come un nostro nemico, come un qualcuno da allontanare da noi, come se invadesse il nostro territorio, allora dovremmo riflettere su che tipo di relazione abbiamo con noi stessi.
Una persona che è al servizio degli altri vedrà negli altri qualità positive, una sorte di  luce, anche se questa non c'è e cercherà sempre di aiutare tutti nessuno escluso, incoraggiandoli.
Possiamo provare amore per noi stessi quando amiamo, in maniera altruistica, gli altri.
La vita, si sa, è piena di delusioni, ma le delusioni più grandi sono quelle che provengono da chi adotta, nelle relazioni, il silenzio manipolativo.
Il silenzio manipolativo è dire : Io non voglio avere più nulla a che fare con te. Dietro questa frase si nasconde la rabbia e la rabbia si prova a causa di frustrazioni derivanti da situazioni che non sono chiare.
Si dice che il silenzio sia degli innocenti ma quando questo è un silenzio deliberato ha poco a che vedere con l'innocenza. La capacità di chiudere i rapporti umani, in particolar modo, con persone che si ritenevano, nonostante le cattiverie che abbiamo potuto far loro, nostre amiche, implica la forza dell'ignoranza.
L'ignoranza la uso qui con un'accezione del termine, non in senso dispregiativo, poiché una persona può essere colta ma ignorante.
L'ignorante è colui che scambia una corda per un serpente e si convince di aver visto un serpente, anche se qualcuno gli fa notare che era una semplice corda, anzi, senza voler sentire nulla e senza lasciare all'altro la possibilità di spiegazione alcuna, inizia a colpevolizzarlo e questo perché dentro di se ha dei  modi distorti di vivere la vita.
La vita è una preziosa occasione e la sprechiamo quando continuiamo a ferire gli altri, quando li umiliamo e li calunniamo, quando siamo ingrati nei confronti di chi ci ha dato e vorrebbe darci una mano.
Nel mondo odierno le relazioni sono molto superficiali poiché se qualcuno va un po di più in profondità nei meandri della nostra vita lo etichettiamo come invadente, quasi fosse uno stalker e lo allontaniamo brutalmente da noi.
La mia esperienza mi ha insegnato che l'unico potere che abbiamo è quello di cambiare noi stessi ed io lascio andare chi crede che io voglia cambiarlo, non mi sognerei mai di farlo.
Non si può confondere l'accertarsi che l'altro stia bene,quando tu sai che non sta bene, con una manipolazione o un'invadenza o una non accettazione dell'altro.
Sono le persone che fuggono che, con la loro fuga stessa manipolano gli altri.
C'è  chi trae dalle ferite subite nella vita degli insegnamenti e diventa una persona migliore e chi invece diventa una persona cattiva, anche se all'apparenza sembra santa. Questa persona diventa come un carnefice che procura alla stessa vittima sofferenza e ancora sofferenza e poi gira le spalle illudendosi che ferire l'altro sia non continuare a ferire se stessi.
Alcune di queste persone, quando ricevono parole di incoraggiamento dagli altri, li puniscono e questo accade perché quella luce che qualcuno può aver visto in loro, essi non la vedono e forse non la vedranno mai.
Ma una cosa è certa che, nella ruota della vita, le occasioni perdute difficilmente ritornano più volte e che se abbiamo fatto del bene agli altri forse possiamo dormire dei sogni tranquilli, se abbiamo fatto del male i nostri sogni non saranno  molto belli, non solo ma vivremo la vita con superficialità perché la profondità di spaventa e ci fa fuggire.
Auguro a tutti voi di non vivere gli altri con superficialità e disamore, poichè l'altro, anche se questo è un coccetto difficile da capire, è il nostri riflesso, è un figlio, come noi, di questo immenso universo.
Buona pace a tutti



lunedì 21 marzo 2016

LASCIAR ANDARE


Ci sono persone che arrivano, apparentemente, casualmente nella nostra vita, vengono come a riscuotere, in maniera inconsapevole, il loro debito. Procurano agli altri ferite e dolori. Magari chi è stato ferito lo perdona anche e tutto sembra ritornare come prima ma  poi chi ha ferito torna nuovamente a ferire. E' allora che devi lasciar andare perché   non puoi far vedere la bellezza del sole a chi ha la vista accecata, come non puoi aiutare chi non sa cosa farsene del tuo aiuto e non lo vuole e neanche chi è racchiuso talmente nel proprio ego da vedere solo le proprie ragioni e non si apre  al dialogo, alla chiarezza delle incomprensioni, se ce ne sono.
E' necessario perdonare sempre chi ci ferisce ma, se continua a ferirci con i suoi atteggiamenti, l'unica cosa che possiamo fare è provare compassione, perché le persone chiuse, non aperte al dialogo, le persone che procurano sempre e costantemente sofferenza agli altri, indossando, tuttavia, le maschere della bontà e della ingenuità, sono persone che difficilmente cambiano.
Spesso sono le persone che hanno ricevuto tanto da altri a comportarsi così, con ingratitudine. Sono persone che percepiscono i loro spazi invasi se vedono un altro porgere loro una mano di aiuto. Sono persone molto abili invece ad invadere gli spazi altrui e a prendersi ciò che vogliono e poi scappano via. Cercano la felicità a destra e manca ma sono incapaci di costruire delle sane e costruttive relazioni poiché spesso vedono il male lì dove non c'è e fanno il male  a chi si prodiga per il bene altrui.
Ogni persona è fatta di razionalità e di cuore, ma se predomina troppo la razionalità si rischia di lasciare molte persone fuori dalla propria vita. Chi difende le proprie idee e ci si arrocca dentro si preclude la bellezza della vita e  il messaggio nascosto nello scorrere della vita.
Se qualcuno mette un muro bello spesso tra noi e lei o lui allora è tempo di lasciar andare perché si può essere tolleranti, pazienti, di animo nobile ma non ci si può far continuare ad umiliare.
Ho da poco tenuto un seminario sul silenzio dove precisavo che ci sono silenzi e silenzi:::il silenzio consapevole quello che si conquista nella mente pacificata, non ha nulla a che vedere con il muro di silenzio che le persone ergono con altre persone a causa del loro carattere e del loro ego. Alla fine è una questione di educazione e l'educazione o la si è ricevuta oppure no.
La libertà, la vera libertà è la gentilezza che mostriamo verso gli altri, il trattare l'altro come parte non diversa da noi, poiché tutti siamo esseri umani.
La libertà, la vera libertà non è ergere muri di silenzio che feriscono, ma è dare a tutti l'opportunità di chiarirsi.
La libertà, la vera libertà non è fuggire alla ricerca di un qualcosa che mai troveremo se non saremo
stati capaci di costruire la pace dentro noi.
Ho visto gente viaggiare con la scusa del lavoro, ho visto gente viaggiare con la scusa di conoscere, ma ho visto tante persone perdersi nell'infelicità della loro mente e non fare il vero viaggio che li potesse portare ad una vera e profonda conoscenza di se stessi.
A volte ci costruiamo degli altri un'immagine che  non è reale ed è quando apriamo gli occhi che vediamo la vera natura della mente della persone. Ci rendiamo conto che questa è ben diversa da quello che pensavamo fosse. Magari avevamo visto una luce lì dove non c'era affatto. 
Chi è capace di costruire e portare avanti delle sane relazioni cerca di non ferire l'altro, di non trattare l'altro come se fosse una nullità.
La causa di tanto dolore nel mondo è la mente reattiva, ovvero quella mente che apparentemente è riflessiva ma che si chiude nelle sue convinzioni e nel suo ego e non ascolta alcuno e non si chiede se sta facendo del male agli altri oppure no.
Vorrei raccontare una storia che ho trovato molto interessante.
Un tempo c'erano dei luoghi che sembravano antichi, si entrava in quei luoghi e si percepiva una sorta di serenità, di pace e così la mente si placava ed iniziava a fare un viaggio ricco di scoperte e contenuti. Davanti ad uno di questi luoghi passava sempre una giovane persona attratta dall'odore di incenso e di tanti altri oggetti che c'erano.  Voleva conoscere di più e capire  quale persona abitava quel luogo. Così un giorno ebbe l'opportunità di vedere più da vicino la persona e poi di conoscerla. La persona che abitava quel luogo, non essendo più tanto giovane, aveva vissuto già alcune esperienze della vita e conosceva un po di più l'animo umano, rispetto a quella giovane.
Successe così che giorno dopo giorno  si incontravano per chiacchierare e la persona giovane si confidava con quella meno giovane e a volte ascoltava anche. La persona anziana decise di prendersi cura di quella giovane per  cercare di raccontarle sulla vita e di aprirle la mente.  Un giorno la persona giovane aggiunse al suo karma altro karma, imbarcandosi in una situazione di vita che non seguiva proprio il dharma, ma si sa la mente com'è: vede una cosa e la vuole e poi la ritiene propria anche se non lo è. Comunque questo non ci interessa.  La persona non più tanto giovane tentò di far capire a quella giovane che stava facendo qualcosa di non proprio corretto e quella giovane rispose che doveva dar retta solo alla propria coscienza di ciò che faceva ma non si limitò a dire solo questo. Scaraventò la sua forza contro la non più giovane, cercò di infangarla, di punirla e scappo via umiliandola in un modo che solo le persone molto egoiste danno fare.
La persona non più giovane rimase molto affranta come se fosse stata  ferita da un'arma da fuoco ma cercò di mantenersi salda nei suoi principi di perdono e compassione.
Passò del tempo ed un giorno si rincontrarono, la giovane persona aveva perso delle opportunità importanti, certo ne aveva trovato delle altre ma un po diverse.
La persona meno giovane  fu di nuovo sempre disponibile ogni volta che quella giovane la cercava per parlare e cercava di incoraggiarla sempre.
Trascorse un po di tempo ma, quando la mente  non si trasforma e neanche le esperienze sono servite a trasformarla,  è facile ritornare ai propri modi e comportamenti.
Così la giovane persona che, in fondo era  ingrata, decise che la persona non più giovane non serviva più, anzi invadeva persino la sua vita preoccupandosi per lei. Ora aveva un lavoro e altre persone con cui condividere le sue idee. Così, in modo poco educato, iniziò ad abbandonare la persona non più giovane, anzi mise proprio un bel muro tra di loro.
Trascorse ancora del tempo, intanto la persona non più giovane aveva lasciato andare la persona giovane incontro al proprio destino e un giorno la vide piangere dietro a quel muro che lei stessa aveva messo....guardò, osservò e andò via, non era più disponibile a sprecare il sue tempo, le sue parole, i suoi insegnamenti per chi non li aveva voluti, per chi non aveva avuto rispetto e l'aveva considerata come una nullità . Comunicò alla persona giovane che, nel bene e male, avrebbe trovato maestri migliori e più all'altezza del suo ego...di una cosa però fu certa che non aveva e non avrebbe mai tradito i segreti confessategli dalla giovane persona e che non li aveva e non li avrebbe mai usati per nulla al mondo, perché nel gioco della manipolazione non è la persona saggia che manipola ma la persona scaltra che lo fa. Infatti la persona non più giovane si era resa conto che, nonostante tutta la sua esperienza, era stata sempre manipolata da quella giovane ma aveva deciso di non lasciare più che questo accadesse., perché il silenzio degli inconsapevoli manipola.
Per risolvere i rapporti karmici c'è bisogno di tutte le persone coinvolte, ma se questo non è possibile dobbiamo riprendere il nostro cammino e  riprendere a volare alto.
Gli insulti, le ingiurie, il silenzio che ferisce, la mancanza di sensibilità, la manipolazione, la mancanza di gratitudine prima o poi sono frecce che ritorneranno a chi le ha scagliate.
La saggezza del lasciar andare è continuare a provare compassione ed amore per chi fa questo perché in fondo non ha realizzato la verità della sua esistenza e neanche è interessata a vederla.
Non esistono solo amori fatti di passioni perché le passioni si accendono e si spengono, esistono amori che non hanno nulla a che fare con amori di coppia o di sesso. Esiste l'amore di un figlio verso i propri genitori e di questi verso i figli, esiste l'amore di un maestro nei confronti del discepolo e di questo nei confronti del maestro, esiste l'amore per gli animali e per il luogo dove siamo, non a caso, nati, esiste l'amore per Dio e per il non giudicare gli altri. Esiste l'amore per gli amici e per un benessere più elevato dell'intero genere umano...ma, purtroppo, esistono le menti che vedono nei gesti di gentilezza ed altruismo solo basse intenzioni e questo, per quanto dispiacere vi faccia, cari lettori, non lo potrete trasformare. Ognuno di noi ha solo il potere di cambiare se stessa o se stesso, non deve e non può cambiare alcuno. 
Allora, mi fu chiesto, se  una persona dovesse  comportarsi male nei tuoi confronti,dopo che tu le hai porto non solo una mano ma tante mani e alla fine ti ha girato le spalle perché devi provare compassione e perdonare ancora? Perché non alzi anche tu un muro, un muro spesso, più spesso del suo? "
Rimasi un po a riflettere e poi risposi " Non è saggio rispondere con occhio per occhio, dente per dente. Se tu pensi di aver lavorato abbastanza sul tuo ego, allora ciò che puoi fare è semplicemente lasciar andare e non farti coinvolgere più dal destino di quella persona, qualunque possa essere il suo destino. Puoi e devi continuare a coltivare solo compassione e perdono poiché coloro che si comportano male nei confronti degli altri hanno smarrito la via della vera saggezza e tu devi essere più nobile di loro e lasciar andare...solo lasciar andare, lasciare andare  l'altro al suo destino......





giovedì 10 marzo 2016

COMPRENSIONE E INCOMPRENSIONE



Sto lavorando alla preparazione di un seminario dal titolo interessante LO YOGA DEL SILENZIO.
Proprio poco fa mi è venuta in mente una simpatica storia di una bambina e un elefante considerato un simbolo di forza ma anche di saggezza. E' una storia che amo molto perché mi ricorda come le incomprensioni possono essere risolte con la comprensione. Le incomprensioni sono quegli ostacoli 
che rendono la vita un po complicata e per vita intendo dire quella dentro di noi.
Ho fatto e realizzato tante cose nella mia vita eppure qualcuno pensa che io sia una persona poco concreta e molto filosofeggiante, forse perché la mia indole acquariana mi porta a viaggiare in dimensioni che non sempre sono facili da vedere, ma anche il mio percorso yogico mi fa andare in livelli un po più sottili dell'esistenza. Purtroppo la sensibilità non sempre è compresa in questo mondo, anzi spesso le persone sensibili vengono allontanate perché il loro linguaggio risulta essere strano e poco comprensibile.
Alcune volte è capitato che parole dette o scritte siano state interpretate in maniera diversa da quella che era l'intenzione e poi non c'è stata l'occasione di chiarire. Le persone ci danno un ruolo e noi lo diamo a loro ed è difficile scardinare la visione che gli  uni hanno degli altri.
C'era una volta un elefante che viaggiava su un topolino. Il topolino era più piccolo dell'elefante ma molto insidioso (come faceva poi un topolino così piccolo a portare e sopportare il peso di un elefante così grande? Maaaa ) era quel piccolo ego che in gergo possiamo anche chiamare bambina o bambino interno a noi, intriso di emozioni discordanti. Il topolino faceva di tutto per sedurre l'elefante  e a volte ci riusciva anche ma subito l'elefante, con la sua saggezza, calmava i facili entusiasmi, le facili e false vittorie del topolino(ego). Al topolino non piaceva condurre a spasso l'elefante, avrebbe preferito essere lui a cavalcare l'elefante e a dominarlo, ma può la saggezza essere dominata dalla illusione e dalle emozioni distorte?
Succedeva però che, giorno dopo giorno, il topolino (ego) comprendeva sempre di più come non potesse fare a meno della forza e della saggezza dell'elefante e così decise di  dirlo all'elefante. Fu allora che si sedettero sullo stesso piano e iniziarono a parlare come due vecchi amici, Perché erano degli  inseparabili amici da un'eternità. Il topolino si sentì protetto dall'elefante e decise di affidarsi alla sua saggezza, la sua vita cambiò, non doveva più lottare e creare ritorsioni ma si sentì libero, davvero libero e comprese che la vera libertà arriva quando in noi non albergano più pregiudizi e giudizi, quando stiamo bene ovunque siamo, quando siamo aperti e ricettivi alle parole degli altri e non le interpretiamo a seconda del nostro personale pensiero,non siamo prevenuti, quando ci affidiamo a quella saggezza che è nascosta dentro di noi e che non aspetta altro che essere scoperta.
Le incomprensioni oggi dominano tutte i tipi di relazioni e sono causa di distacchi  e separazioni. Il chiarimento,  la comprensione rendono la vita più facile da percorrere perché alla fine siamo felici solo quando viviamo delle relazioni soddisfacenti e la prima relazione è quella che abbiamo con noi stessi.
L'elefante mi ha insegnato tante cose. Non sono facili da condividere perché  poche sono le persone che vivono la vita con profondità e molte quelle che la vivono con superficialità, ovvero che rimangono in superficie senza voler comprendere il significato dell'esistenza stessa.. Se parli di qualcosa a qualcuno, l'altro pensa subito che tu voglia introdurlo in un percorso terapeutico o che voglia mostrare di essere migliore o più intelligente.
I veri terapeuti siamo noi di noi stessi, a meno che non ci siano delle psicosi acclarate e allora abbiamo bisogno di qualcuno esterno a  noi.
Spesso la  propensione a volersi occupare del bene altrui viene scambiata per ciò che non è e così si passa per persone che non hanno rispetto della intimità altrui o che vogliono analizzare chissà cosa.
Sarebbe bello vivere delle relazioni semplici, non complicate. Fatte di autenticità.  Che diano la possibilità di esprimersi liberamente senza preoccuparsi che l'altro possa fraintenderci. Delle relazioni fatte di reciproche confidenze e consigli, dove si è certi che quanto viene detto rimane nel segreto di ogni cuore e non è importante rispolverarlo per il proseguimento di una autentica amicizia, per esempio.
Il topolino  che è l'ego che abita nella mente di ognuno di noi è come un bambino piccolo e solo quando diveniamo disponibili ad aprirci alla nostra saggezza interiore avviene la vera trasformazione ed è allora che siamo liberi di vivere, di accettare gli altri per quello che sono e fanno e di accoglierli nella nostra vita.
Dopo questa riflessione ritorno a lavorare allo YOGA DEL SILENZIO. E' nel vero silenzio, non in quello che impedisce la comunicazione nelle relazioni, che noi ritroviamo l'apertura e la gioia di essere quello che siamo..................
Namastè
Adriana









 pace di  spostare gli ostacoli sul nostro percorso di vita.