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mercoledì 6 novembre 2013

LA BONTA'


Pochi giorni fa, con alcune amiche che seguono, come me, la via dello yoga, stavamo facendo una pratica di 5 ore. Alla fine della pratica abbiamo fatto una bella meditazione di apertura ed ho capito qualcosa di importante, una luce si è fatta spazio dentro di me e le lacrime hanno inondato il mio viso. A seguito di alcune esperienze, una parte di me, aveva ritenuto che la bontà fosse sinonimo di fallimento e di non accettazione da parte degli altri di me. Come dire, spesso la bontà viene fraintesa come interesse personale. Infatti è strano prodigarsi per gli altri senza chiedere nulla in cambio, ovvero praticare il karma yoga. Quel giorno ho capito che non devo denaturare la mia natura, e a causa di  alcune esperienze di non essere più gentile e di praticare la bontà. Ho visto la mia essenza e mi sono sentita felice di essere così. In un mondo fatto di cattiverie, di bugie, di sotterfugi, è bello essere così come si è dentro. Voglio dire che è bello manifestare anche all'esterno ciò che si  dentro. Mi sono convinta sempre di più che la bontà non è un qualcosa da disprezzare, anzi è una qualità molto rara. magari alcune persone non l'apprezzeranno, altre, come è successo, se ne approfitteranno, ma trovo che sia, sinceramente, più faticoso essere cattivi che buoni.
Una cosa mi è stata chiara che, a seconda dei livelli di coscienza, ci sono persone che confondono la bontà con la fessaggine.
E' stata una bella esperienza, ringrazio le mie amiche di percorso e l'Universo che mi ha fatto, finalmente, comprendere questo. Si può essere buoni e nel contempo forti, credere in se stessi.
Si dice che la bontà non sempre paghi, invece sono convinta che con il tempo anche le persone che non l'apprezzano o non l'hanno saputa apprezzare, ci penseranno su e ritorneranno. In mondo fatto di cattiveria, la bontà è una gemma preziosa ed io sono contenta di coltivarla dentro di me".
Adriana

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