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sabato 26 ottobre 2013

LA SAGGEZZA


Vorrei avere la saggezza che hanno gli alberi. Si lasciano potare e poi rinascono. La saggezza della pazienza e dell'attesa. Vorrei essere come le acque di un lago e lasciare che gli altri possano riflettersi ed essere liberi di manifestarsi per quello che sono, senza la paura di essere osservati o giudicati.
Vorrei riconoscere in ogni uomo, donna, bambino, anziano, animale o pianta l'impronta di Dio e così servirli, con la consapevolezza di stare servendo la stessa scintilla divina che abita in ogni cuore. Vorrei saper perdonare e dimenticare e capire che le azioni degli altri non sono le mie azioni. Vorrei continuare a coltivare la speranza che arriverà il giorno in cui i conflitti, le guerre, gli odi, i soprusi finiranno e tutti gli uomini si abbracceranno. Vorrei capire se ho ferito qualcuno ed avere l'umiltà ed il coraggio di chiedere scusa. Vorrei entrare ed uscire dalla vita degli altri in punta di piedi per evitare che la mia presenza possa apparire come ingombrante.
In un consulto di floriterapia di poche ora fa, una persona, piangendo, mi ha chiesto perché quando le relazioni si chiudono non viene data la possibilità di riaprirle in maniera diversa. Ho riflettuto un po e mi è venuto spontaneo rispondere che l'Universo tende sempre all'equilibrio e che se è nostro desiderio ritrovare qualcuno lo ritroveremo.
Poi mi ha fatto un'altra domanda : " Perché chi si comporta bene soffre di più, invece chi vive la vita con leggerezza e senza preoccuparsi per l'altro, cambia continuamente situazioni senza problemi, mentre io soffro? ".
Allora le ho spiegato che è come se avessimo un libretto  in banca.  Le persone che si comportano male e stanno bene, sfruttano ancora il deposito delle loro azioni positive, ma quando il loro credito sarà terminato ed andranno in rosso, allora rimarranno i depositi delle azioni che hanno causato sofferenza agli altri e per altri intendo dire qualsiasi essere vivente. Il nostro dovere è quello di comportarci sempre bene, anche se gli altri si comportano male con noi.
L'anno scorso qualcuno mi tacciò di buonismo. La mi risposta fu che noi dobbiamo sempre perdonare ed farci un'autoanalisi, solo se l'altro dovesse nuovamente comportarsi male con noi, allora possiamo non perdonare.
La comprensione della vita non è facile, per questo ognuno è maestro di se stesso.
Tuttavia quando incontri il Maestro, Egli ti può aprire le porte di una nuova consapevolezza ed è come se rinascessi.
Ringrazio il mio Guru Sathya Sai Baba per essermi stata sempre accanto e per i Suoi insegnamenti. Direi che l'esperienza più importante della mia vita è stata proprio l'incontro con Lui.

Adriana

venerdì 25 ottobre 2013

ADDIO


"A volte è necessario dirsi addio per ricominciare un rapporto".
Ho aperto a caso un libro e mi è apparsa questa frase. Tempo fa non l'avrei capita, intendo quando ero più giovane, ma oggi comprendo che quando dei rapporti diventano carichi di incomprensioni c'è la necessità di una rottura per poter poi ricomporre il rapporto in maniera più matura, sempre che questo sia l'interesse delle varie persone attrici in quella relazione. Quando parlo di relazioni e mi piace sempre specificarlo mi riferisco a quelle sentimentali, fraterne, filiali, genitoriali, lavorative, amichevoli, poiché, in ogni caso, le relazioni, di qualsiasi natura siano, ci pongono sempre in contatto con gli altri e nel confronto.
Delle persone mi hanno chiesto come è possibile che in relazioni di profonda complicità e comprensione si possano creare delle rotture?
Le rotture avvengono quando non c'è chiarezza di pensiero, parola ed azione tra due o più individui. Avvengono anche per invidie e gelosie da terze parti. Tuttavia non è tanto importante la rottura, in un percorso di crescita, ma la nobiltà d'animo e la forza della chiarezza e di lasciare le situazioni non inquinate, poiché quello che lasciamo irrisolto prima o poi dovremo risolverlo. La falsa idea occidentale che ci benda gli occhi e non ci fa vedere la verità per come è, ci porta a pensare che quando lasceremo questo palcoscenico del mondo noi chiuderemo gli occhi e basta, invece sarà in quel momento che dovremo fare, velocemente, un bilancio del bene e del male che abbiamo seminato. Per questo, fino a quando c'è vita e purtroppo non sappiamo fino a quando saremo vivi, è sempre meglio cercare di riparare quello che si è rotto, adottando un atteggiamento nuovo di chiarezza, di umiltà, di scusa, di riconoscimento dei nostri limiti ed anche di ringraziamento.
Una volta ringraziai una persona amica per il dolore che mi aveva procurato, le dissi che era stata una grande maestra per me e la ringraziavo per la lezione che mi aveva portato in questa vita.Certamente non fu facile fare questo ma, il suggerimento è, non soffermarsi solo a quello che è accaduto oggi, poiché noi non conosciamo il nostro passato remoto e non sappiamo se ciò che è successo è servito per riequilibrare qualcosa nella nostra  vita. Così , all'epoca, mi sono detta, devi imparare questa dura lezione, ricordati che non ci vengono mai dati pesi più grandi di quelli che possiamo portare, anche se devo confessare che il peso era molto, molto, molto grande. Così feci una rassegna di questa vita presente, poiché di quelle passate non avevo memoria cosciente e cercai di ricordarmi di quelle volte che avevo potuto, consapevolmente o inconsapevolmente, ferire un altro. Non è stato un lavoro facile è stato tutto in salita. A volte le persone chiudono i rapporti e si buttano ( apparentemente ) tutto alle spalle, illudendosi che tutto è oramai andato. Lo fanno per paura di ritornare sui loro passi, lo fanno per paura di affrontare l'altro, lo fanno perché non hanno l'umiltà di chiedere scusa, lo fanno perché vedono solo le loro ragioni o molto banalmente perché non se ne fregano nulla. 
La mia sarà un'idea forse sbagliata, ma come mi hanno insegnato lo yoga e le antiche scritture, niente è casuale, nessun passaggio è o è stato vano nelle nostre vite, niente nasce e niente muore.
Buona vita a tutti
Adriana

domenica 13 ottobre 2013

INTERIORITA' ED ESTERIORITA'


Le nostre azioni riflettono quello che abbiamo dentro. Il mondo esteriore è come uno specchio nel quale la nostra interiorità si riflette. Se si vuole conoscere come è una persona dentro, bisogna osservare come si comporta fuori, in che modo porta avanti le sue relazioni. Ogni persona che incontriamo è come uno specchio che ci fa notare i nostri punti di forza e quelli di debolezza. Si dice anche che i simili si attraggono e in questa saggezza popolare c'è la verità. 
La persona compassionevole cerca di evitare la sofferenza agli altri, anzi si adopera per portare sollievo alla sofferenza degli altri. E' una persona che ha molta sensibilità e nel suo percorso di vita cerca di portare luce nelle vite altrui. Ella non cerca a tutti i costi di realizzare i propri desideri, ma discrimina sulla giustezza del desiderio, sui pro e i contro. La realizzazione dei nostri desideri non è solo una questione personale, ma è una questione che spesso coinvolge altre persone. Per questo è necessario sviluppare la lungimiranza e vedere più in la della nostra ottica limitata. Quando i nostri desideri sono in accordo con il dharma universale, allora stiamo cooperando al miglioramento del mondo.
La persona compassionevole perdona poiché sa che chi ferisce a sua volta verrà ferito.
Quando pensiamo che debbano essere gli altri a cambiare, commettiamo un errore di discernimento. E' necessario che facciamo pulizia dentro il nostro mondo interiore per costruire la felicità, per arrivare alla serenità. Chi fa del male all'altro lo fa innanzitutto a se stesso!
Lo yoga ci insegna che attraverso la pratica spirituale costante possiamo distaccarci dalle emozioni e capire il significato dietro le azioni degli altri. Quando qualcuno ci offende non è certo facile non reagire, ma se iniziamo a sentirci come se non fossimo noi ad essere stati offesi, allora possiamo guardare l'altro come una persona da aiutare o meglio come se fosse una parte di noi che dobbiamo aiutare. Comprendiamo che chi ferisce è perché spesso, dentro di se, ha una grossa ferita. Nel mio percorso di crescita cerco sempre di vedere non solo le offese ricevute ma  sopratutto se io ho potuto offendere qualcuno, al punto tale da provocare una reazione dentro di lui o di lei.
Adriana

sabato 12 ottobre 2013

LA PSICOLOGIA DELLO YOGA



Amo lo yoga, quello autentico, quello che gli antichi yogi ci hanno tramandato, niente a che vedere con lo yoga occidentalizzato. Penso che non basti una sola vita per approfondirlo e per capire la sua importanza nella  vita dell'essere umano. Con la pratica dello yoga si calmano le fluttuazioni della mente e tutto diviene più chiaro. Siamo in questa dimensione terrena, come in una specie di scuola, dimentichi della nostra vera realtà, della verità su di noi. Così viviamo come addormentati e spesso non diamo un senso alla nostra vita, che invece è piena di senso. Quando le onde mentali si calmano c'è posto per una nuova visione delle situazioni ed è  allora che, come piccole illuminazioni, comprendiamo delle situazioni che non avevamo compreso. Lo yoga ci insegna che ogni pensiero che seminiamo crea un'abitudine ed ogni abitudine crea il nostro destino, ovvero la nostra destinazione finale. In realtà tutta la vita dovrebbe servirci per prepararci al momento in cui usciremo di scena dal palcoscenico del mondo. Non saranno importanti i nostri possedimenti, ma le emozioni che ci porteremo dietro. Come abbiamo vissuto nella scuola terrena, cosa siamo riusciti ad imparare e come lo abbiamo imparato. E' una mia opinione che tutte le lezioni sottintendano ad una lezione più grande che è quella di imparare ad AMARE. Certamente è facile amare chi ci ama e ci desidera, è difficile amare i nostri nemici. Ma sono proprio i nemici quelli che, dietro un'apparente forza, nascondono delle fragilità. Veniamo già a questo mondo con delle tendenze e con lo scopo di trasformarle, tuttavia spesso succede che si rafforzano e così ci schiavizzano. Noi donne e uomini moderni siamo abituati a  dividere tutto. In realtà la mente, il corpo e l'anima non sono divise. La mente e il corpo sono alcuni degli strumenti che l'anima utilizza per fare il viaggio in questa dimensione della materia, dove la materia stessa ci intrappola rivestendosi di maya. Maya è un velo sottile, illusorio, non reale e tuttavia copre la realtà delle cose e delle persone, in maniera tale che non riusciamo a vederle per ciò che realmente sono. Quando si parla di risveglio, si intende dire proprio che ci svegliamo ad un grado di consapevolezza e di coscienza più elevati. In questa epoca, che si spera sia ormai alla fine, il kalì yuga, la verità appare come falsità e la falsità come verità. Il dharma, cioè il retto comportamento, è nascosto ed è per questo che c'è una crisi molto forte. La crisi non è economica. La vera crisi è quella dei valori che fanno parte proprio dell'essere umano: sathya ( la verità), dharma ( il retto agire), shanti ( la pace), prema ( l'amore ), ahimsa ( la non violenza). Praticando questi valori si potranno ristabilire i giusti equilibri.

Adriana Crisci

venerdì 11 ottobre 2013

LA PULIZIA

La pulizia esteriore, senza la pulizia interiore è a dir poco ingannevole. La pulizia interiore è più importante della pulizia esteriore. Anche se una tazza è pulita e attraente fuori, non possiamo berne l'acqua, se è sporca all'interno. Il cibo cucinato in recipienti di rame, se questi non hanno un rivestimento d'argento all'interno, diventa velenoso. Osservate quindi la pulizia interiore con cura meticolosa. Sforzatevi di rimanere liberi dalle malattie dell'odio, dei cattivi pensieri e delle pratiche dissolute. Dio vi ha dotato di questo corpo umano per raggiungere l'eccellenza nella vostra vita quotidiana e conseguire la vicinanza con la Divinità. Coltivate la spiritualità, acquisite tratti spirituali, raggiungete la vicinanza con il Divino e fondetevi in Lui. Questa deve essere la vostra ferma determinazione. Potete raggiungere quest'obiettivo santificando il vostro corpo con azioni sacre, fino al all'ultimo respiro.

Discorso Divino del 10 ottobre 1997

La purezza attrae la Divinità. Se la limatura di ferro è arrugginita, anche il più potente magnete non l'attirerà.

 Bhagavan Sri Sathya Sai Baba

mercoledì 9 ottobre 2013

I TRAUMI


Le persone che hanno subito dei traumi da bambini, in genere, amano la loro libertà e si chiudono a riccio o fuggono quando si sentono controllate. Dentro di loro desiderano che ci sia sempre una porta aperta e che possano decidere se fuggire o rimanere. Poiché hanno sofferto tanto, spesso non hanno la sensibilità per non causare sofferenza agli altri e quindi da vittime diventano carnefici. Nel mio percorso di vita, ho incontrato ragazze e ragazzi condizionati dagli abusi subiti. Non è facile parlare di abusi, tuttavia l'abuso e non mi riferisco solo a quello sessuale, viene perpetrato più di quanto si pensi nelle famiglie e anche al di fuori di esse. Chiunque incarna un ruolo nella autorità può abusare di un altro: il politico che in cambio di favori speciali ti concede qualcosa, il capo che in cambio di...ti fa fare carriera, il malavitoso che invade le vite degli altri,  il governante che decide di promulgare delle leggi non sempre atte al bene della intera società, si potrebbero fare vari esempi e in tutti i campi.
I traumi che si subiscono nell'infanzia, se non elaborati, con il giusto supporto e non mi riferisco solo a quello psicologico ma anche spirituale, rischiano di creare delle tendenze che saranno condizionanti nella vita dell'individuo abusato.
Il bambino abusato, da adulto, non discrimina facilmente sulla fiducia. Intendo dire che non sempre riconosce le persone che meritano davvero la sua fiducia.
Spesso, da adulti, vivono nella rabbia e nella frustrazione, poiché si sentono impotenti. Il fatto è che la moderna psicologia occidentale prende in esame solo  la parte mentale e non tutta quella sfera dell'anima che, invece, ha un'enorme importanza nella risoluzione di certe disarmonie causate dai traumi subiti.
Lo psicologia dello yoga ci dice che nulla succede a caso e che, per quanto sia difficile da accettare, tutto ha un significato, tutto ha un senso. E' quando riesci a trovare il senso che inizi il percorso di consapevolezza e quindi bisogna essere fortunati nel trovare le persone che possono guidare, senza creare danni, nel percorso. Nel percorso si possono attuare degli strumenti per cambiare interiormente il corso della vita.
La solitudine è spesso compagna di chi ha subito degli abusi, in particolar modo se questi abusi sono stati ricevuti da una persona di famiglia. Il bambino si sente colpevole di un qualcosa per la quale non ha alcuna colpa presente.
Vorrei spendere due parole in più sul senso di rabbia, frustrazione e impotenza che si percepisce sia da bambini, che da adulti. Quel modello che si è appreso a volte lo si può riproporre con altre persone sulle quali vengono proiettate delle situazioni vissute, anche se quelle persone non hanno nulla a che vedere con il proprio vissuto personale. Se si prova rabbia e si chiude con qualcuno è perché in quel momento la zona d'ombra personale risuona con l'altro.
Come dire, si prova rabbia nei confronti di una persona con cui veniamo a contatto perché quella persona richiama dentro di noi qualcosa che non accettiamo di noi stessi.
Questo succede anche quando sappiamo che stiamo facendo qualcosa di non corretto e un'altra persona ce lo fa notare. La prima reazione che abbiamo è quella di rabbia nei suoi confronti e conseguentemente di chiusura.
la rabbia sottintende quasi sempre un senso di impotenza.
L'innocenza di un bambino è un qualcosa che tutti dovremmo salvaguardare. L'innocenza e la bellezza dei bambini abusati continua a vivere sempre dentro di loro, anche quando diventano adulti.
I bambini costretti a vivere più velocemente sono apparentemente fragili ma, da adulti, sanno bene come difendersi e portano avanti le loro scelte giuste o sbagliate che siano, contro tutti coloro che percepiscono come un ostacolo.
Nella vita non c'è nulla di irreparabile. Quando un vaso si è rotto si può riparare basta avere la forza e l'umiltà di farlo. Questo significa che tutti i frammenti della nostra personalità di possono ricomporre per arrivare ad essere quegli individui unici e meravigliosi che noi siamo.

Adriana Crisci

sabato 5 ottobre 2013

L'AMORE 2


Ci sono persone che pensano che l'amore sia semplicemente relazionarsi con l'altro sesso e non comprendono che l'amore stesso ha varie sfaccettature. Ecco alcuni esempi di sfaccettature: l'amore di una madre per un figlio, l'amore del padrone per il proprio cane, l'amore di un agricoltore per il suo lavoro e la cura che ci mette nel far crescere ciò che ha seminato, l'amore di un artista mentre compone un brano musicale o dipinge un quadro, l'amore di un insegnante per i propri allievi, l'amore che mettiamo nel cucinare, l'amore nelle relazioni amicali, l'amore che abbiamo nel servire gli altri ritenendoli parte di noi, etc. etc...
C'è un amore grande che è quell'Uno dal quale derivano tutte le sfaccettature dell'amore stesso ed è l'Amore che Dio ha avuto nel manifestarsi in tutte le cellule del Creato, in ogni cosa che tocchiamo, udiamo, vediamo, annusiamo, in tutto.
Si potrebbe dire che, quando la nostra mente è purificata, allora si può percepire il vero amore, senza alcuna distorsione.
E' solo la nostra mente che ci porta a distorcere l'amore che un altro ci può offrire. Oggi giorno siamo capaci solo di vedere le distorsioni dell'amore e non quell'amore autentico da cui tutto promana.
Ricordo che ci fu una persona che si meravigliò della mia cura nei suoi confronti e in base alla cultura e l'insegnamento che aveva ricevuto nella sua famiglia, vide nelle mie parole e nelle mie azioni un qualcosa di distorto. Chi pensa male vede sempre il male, chi pensa bene vede sempre il bene. Il bene e il male sono come due face della stessa medaglia, non possono separarsi mai. Amiamo l'esistenza del bene perché il male ce la fa valutare e disdegniamo l'esistenza del male perché sappiamo cosa è il bene, poiché nella nostra natura più intima siamo bene e aneliamo alla felicità.
Se vogliamo vivere senza troppi problemi, allora dobbiamo perseguire  il dharma ovvero comportarci in 
armonia con le leggi dell'Universo. I sensi ci illudono che quello che desiderano ci porterà la felicità. In realtà non è una vera felicità, ma un qualcosa di effimero. Il percorso della nostra vita è determinato da pensieri, parole ed azioni. Possiamo dimenticare razionalmente quello che abbiamo fatto, ma in una parte del nostro essere, definito inconscio per la psicologia moderna e karmashaya per la antica psicologia dello yoga, tutto viene registrato e conservato. Le nostre tendenze, ovvero le vasana, ci porteranno sempre ad agire in un certo modo e quindi ad accumulare conti su conti e prima o poi arriverà il momento in cui dovremo saldare questi conti.
Per questo è necessario iniziare un cammino di cambiamento, di trasformazione. Non è detto che dobbiamo farlo tutto in una volta, lo possiamo fare a piccoli passi, l'importante è che iniziamo ed usiamo la nostra forza di volontà per trasformarci.
L'esistenza umana è il dono più prezioso che noi abbiamo ricevuto e possiamo decidere di sprecarlo o di valorizzarlo! Come dire: di vivere la vita in maniera consapevole oppure no.
Buona riflessione

Adriana


venerdì 4 ottobre 2013

L'AMORE

L'amore è la soluzione più potente che abbiamo nelle nostre vite.
E' facile amare chi ci ama ed odiare chi ci fa del male. Un vero percorso di crescita ci consiglia di invertire la tendenza comune e cioè di non rendere pan per focaccia. Quando una persona ci crea sofferenza noi dobbiamo inviarle ancora più amore, poiché chi ferisce un altro, non ha una consapevolezza elevata. Non è facile amare chi ci ha ferito, non è facile perdonare chi approfitta di noi o chi tradisce la nostra fiducia. Tuttavia, come scrivevo nel post precedente, chi ferisce un altro, in quel momento non è capace di discriminare. A volte mi chiedono come si può perdonare chi ha ucciso un'altra persona o chi ha abusato di un bambino o di una donna?
Gesù diceva: " Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno ".
Se la gente avesse cultura della infallibile leggere del karma, cercherebbe di costruirsi un futuro diverso tramite i suoi pensieri, le parole e le azioni e praticherebbe ahimsa, la non violenza.
Quando veniamo feriti abbiamo due possibilità: vendicarci oppure amare.
Alcune persone mi chiesero, tempo fa, come avevo potuto perdonare l'assassino di mio padre. Era un giovane per il quale mio padre si era prodigato e l'aveva aiutato in vari modi. Se io non l'avessi perdonato, il giovane,  avrebbe continuato ad avere un peso importante nella mia mente e quindi nella mia vita e questo mi avrebbe continuamente portato ai ricordi.
Poco tempo fa un'insegnante, parlando del mio modo di essere e di agire, mi disse che nel mondo di oggi la bontà viene considerata come cattiveria e la cattiveria come bontà, nel senso che le persone non riescono più a discriminare quando un altro agisce per il nostro bene e quando no.
Ci sono persone che appaiono buone, gentili ed oneste e poi scopri che hanno delle seconde e perfino delle terze vite. Forse per questo non è facile discriminare tra chi persegue dei sani valori e chi no.
Questa mattina consideravo che la bellezza è un qualcosa di importante in questo mondo della materia, tuttavia proprio perché fa parte della materia si deteriora poiché è soggetta al tempo. Allora quale è la vera bellezza? La vera bellezza è quella che non è soggetta alla materia, è quella interiore, è la luce che hai dentro. Una volta cercai di indicare ad una giovane persona questa luce che aveva dentro, dopo un po di tempo mi disse che non le faceva piacere che io le parlassi di questa luce.
Pensai dentro di me : " Spero che un giorno si renda conto del tesoro che porta dentro di se ".
Quando tendi la mano a qualcuno non è detto che la tua sia la mano giusta, quindi dobbiamo avere l'umiltà di ritirarci e di comprendere che l'aiuto che noi vogliamo dare deve essere cercato, altrimenti non sarà apprezzato. Il percorso della vita è il vero percorso, per questo si dice che non bisogna sprecare il tempo che abbiamo a disposizione.
In questa vita non ho avuto figli, in compenso ho avuto varie esperienze con ragazzi che ho considerato come dei figli e che mi hanno considerata come una madre.
Un'amica psicoterapeuta mi disse che non sempre i figli sono di chi li partorisce, quello che conta è quello che sai trasmettere.
Per il mio percorso so che non devo desiderare di vedere i frutti dei semi che ho seminato, ma di una cosa sono certa, prima o poi quei semi germoglieranno e cresceranno.
Da un po di anni pensavo ad una persona che avevo incontrato casualmente. Avevamo scambiato poche parole ma c'era stato qualcosa di speciale tra di noi. Penso che anche a voi sia capitato di incontrare una persona con la quale subito c'è un'intesa e che sa valutarvi per quello che siete realmente.
Questa mattina improvvisamente è venuta a trovarmi, abita in un'altra città, e mi ha detto che aveva percepito la mia telepatia.
Quando ci siamo viste è stato come se non  ci incontrassimo da pochissimo tempo.
Quando i rapporti sono autentici, anche se passa del tempo rimane sempre un filo che non si spezza mai.
Quel filo è il filo dell'amore. Quando parlo di amore non mi riferisco al sesso. Mangiare, bere, dormire e concupire lo fanno anche gli animali. Mi riferisco a quell'amore che tutto pervade, che tutto comprende, che tutto perdona, che ha compassione, che anela solo al bene dell'altro e quindi a servire il nostro prossimo , siano persone o animali o piante. E' un tipo di amore che mette in primo piano la crescita di se stessi e degli altri. L'amore che ama una formica ed un uomo allo stesso modo poiché entrambi parte del creato......


giovedì 3 ottobre 2013

LA VERA AMICIZIA


L'amicizia, nelle dinamiche relazionali, è molto importante. Si dice che chi trova un amico trova un tesoro. Infatti è proprio così. L'amico vero è quello che agisce sempre per il nostro bene, anche quando noi non sappiamo riconoscere questo. Intendo dire che il vero amico pur di aiutarci, quando vede che stiamo agendo per il nostro male e non il nostro bene, è capace anche di mettere a rischio se stesso. 
A volte nelle amicizie ci possono essere delle fratture, ma se l'amicizia era vera, ciò che si è rotto si può aggiustare, magari con dinamiche diverse da quelle che hanno determinato la rottura.
Qualche hanno fa sono passata attraverso questo vortice.
Una persona che ritenevo amica ed alla quale auguravo solo il bene, ruppe con me in maniera forte, trattandomi come se io fossi stata una nemica. Questa situazione procurò in me molto dolore poiché la persona aveva creduto che io avessi detto delle parole da me mai pronunciate. Probabilmente in quel periodo non era circondata da gente che viveva nella verità e nell'onestà. Ricordo che la cosa che mi ferì di più, tra le altre, fu che lei aveva creduto che io potessi essere una persona capace di agire in modo scorretto e non veritiero. Mi ero prodigata per difendere questa amica poiché temevo che, nella sua apparente fragilità, si stesse facendo del male. Il fatto è che non sempre, quando agiamo, siamo capaci di calcolare le conseguenze delle nostre azioni. A volte, un occhio esterno, vede ciò che noi non vediamo.
Mentre cercavo una ragione a tutto ciò che era successo e ovviamente mi facevo un serio esame di coscienza, per vedere dove potevano essere i miei errori nei suoi confronti, mi capitò sotto mano un libro. Il libro si intitolava " Un pensiero d'amore per i giorni difficili" di Sathya Sai Baba.
L'amica in questione si era scagliata contro di me con parole ed azioni, tutto perché volevo farle notare un suo atteggiamento non proprio coerente con il dharma e che pensavo le avrebbe portato delle conseguenze.

Del libro mi colpirono due passi:
"L'amicizia è un sentimento sacro che dovrebbe resistere inalterato sotto qualsiasi condizione, se così non è, non è vera amicizia. L'amicizia vera è uno dei distintivi più importanti dell'Amore. Per questo si dice: chi trova un amico, trova un tesoro".

"Se qualcuno ti ha fatto del male, cerca di capire che nella sua convinzione era certo di essere nel giusto. Quando sarà cresciuto, comprenderà il suo errore, ma questo appartiene a lui. Tu impara a non lasciarti coinvolgere dalle emozioni, e comprendi che questa è un'opportunità affinché tu non commetta la stessa azione".

Ho cercato di applicare questi insegnamenti, di perdonare e di chiedere comunque scusa. Ritengo che le scuse facciano parte del nostro percorso di crescita e che le ragioni non stiano mai totalmente da una parte piuttosto che dall'altra. A volte noi pensiamo di agire per il bene dell'altro e invece potrebbe non essere così.
Non ho più rivisto quell'amica, ma non mi pento di tutto il tempo che le ho dedicato. Ho superato le calunnie e le sue azioni contro di me, poiché quando sai che ognuno ha una parte di se  che è luminosa e spirituale, ti concentri su questa e comprendi  che è stata solo una parte della persona ad agire contro di te.
Dentro di me le auguro sempre di conoscere persone migliori di me. 
Nel mondo ci sono persone che hanno la capacità di buttarsi tutto dietro alle spalle e di iniziare delle nuove vite. Mi chiedo sempre che cosa rimanga dentro di loro e se sono contente di vivere in questo modo. A volte percepisco dentro di me una specie di sofferenza, sua interiore, ma poi  penso che sia solo una mia impressione, anche se il percorso yoghico mi ha insegnato che non puoi essere totalmente felice e in pace se ti comporti male con gli altri.
La vera amicizia, quella sincera e autentica non è facile da trovare, ma quando la trovi, sopravvive alle tempeste e ti accompagna per tutta la vita. La vera amicizia, a volte, ha bisogno di una pausa id riflessione, ma una cosa è certa che se abbiamo creduto e crediamo nella persona con cui abbiamo condiviso del tempo, con la quale ci siamo confidati e ci siamo lasciati anche sostenere, allora faremo di tutto per non perderla definitivamente.
Per il lavoro che faccio, ascolto tante persone che sono insoddisfatte e infelici. Quando mi raccontano le loro storie, noto che in fondo c'è sempre una loro dinamica nel non saper vivere relazioni profonde, serene e semplici. Si semplici. Le relazioni autentiche che siano di famiglia, di coppia, di amicizia sono semplici. I veri amici sono semplici, magari non ci offrono tanti svaghi e tante emozioni inebrianti, ma ci offrono la sincerità che è la qualità più semplice ma anche più rara da trovare  ai tempi di oggi.
 Il fatto è che spesso non cerchiamo una vera amicizia, cerchiamo emozioni esplosive che poi sono destinate a finire lasciandoci dentro ancora più confusione e solitudine.
Per quanto riguarda me, nella mia piccola ed umile comprensione, posso dire che ho imparato a comportarmi con gli altri in modo tale che gli altri possano vedere come io sono. Non vivo di espedienti e sotterfugi, di menzogne e gelosie. Ma quello che mi fa stare bene è la continua autoanalisi che faccio e la propensione a correggere i miei errori. Quello che insegno nei corsi che tengo e che cerco di applicare anche nella mia vita è il risanamento di ogni tipo di relazione, poiché siamo nel mondo per non lasciare questioni irrisolte. Tutto ciò che è irrisolto ce lo porteremo con noi e non ci renderà liberi nel viaggio finale della nostra esistenza terrena.
Vi auguro una buona vita e di risolvere i vostri conflitti, poiché con la forza della volontà è possibile si distruggere un'amicizia, ma è possibile anche ricostruirla.

P.S. Vi chiederete come mi sono comportata nei confronti di questa amica. 
L'ho ringraziata per la lezione che mi ha portato e di essere stata una grande maestra per me e, superando tutte le calunnie, cerco di inviarle luce ed amore....arriverà un giorno in cui sarà in grado di valutare se io sono stata e sono una vera ed autentica amica per lei.
Adriana

martedì 1 ottobre 2013

TRA UN IMPEGNO E l'ALTRO

 Tra le notti che passo in ospedale , negli ultimi tempi, vicino a mia madre e gli impegni di lavoro di giorno, ho deciso di trovare un po di tempo per continuare a curare questo piccolo blog.
Oggi vorrei parlare della riconoscenza che noi dobbiamo dare ai nostri genitori, poiché i genitori che abbiamo sono esattamente quelli che dovevamo avere. Al tempo di oggi è sempre più difficile trovare genitori che portano avanti il loro ruolo. La madre è il nostro primo insegnante. Ci ha portati per 9 mesi nel suo grembo e quindi dentro di noi portiamo una parte indissolubile di lei. Oggi molti figli abbandonano i genitori proprio quando sono anziani.Qualche mese fa una anziana signora l'ho vista triste. Ho pensato che fosse importante dedicarle del tempo affinché potesse parlare con qualcuno. Mi ha raccontato che era rimasta vedova. Aveva avuto 4 figli ma erano tutti fuori città, poiché avevano scelto di lavorare altrove e quindi lei era rimasta sola. Nel momento di maggiore fragilità e bisogno della sua vita era da sola. Non fraintendetemi. non dico che i figli devono rimanere attaccati alle gonne e ai pantaloni dei genitori, ma penso che debba essere tributata, ai genitori, una sana riconoscenza. Molti genitori fanno enormi sacrifici per i figli e poi vengono contestati o messi da parte. Altri genitori, invece di occuparsi dei figli e di aiutarli a crescere, si dedicano ad attività effimere, magari momentaneamente piacevoli, ma che non seguono il dharma, ovvero la retta via. Non sono moralista no, ma ritengo che se si decide di essere genitori allora è necessario prendersi cura, cioè coltivare secondo le regole universali le creature che vengono affidate. I figli non sono di proprietà dei genitori, vengono loro affidati per essere cresciuti con affetto, facendo aumentare in loro l'autostima al fine di aiutarli a portare fuori i propri talenti. I bambini sono come delle tenere pianticelle, come si può spezzare loro l'entusiasmo di vivere? Ho conosciuto tante pianticelle a cui era stata offuscata la parte più bella eppure ho visto la luce che continuava ad esserci dentro di loro. 
Quando guardo mia madre vedo nei suoi occhi la saggezza e nel contempo la paura, la rassegnazione e nel contempo la fede. Nel ciclo della vita io sono diventata un albero e lei è ritornata ad essere una piccola pianta. vorrei che non si sentisse indifesa, abbandonata o inutile, come molti anziani si sentono.  Penso a quelle persone che lasciano le loro nazioni per andare all'estero ad occuparsi dei genitori degli altri, abbandonando i propri e penso ai figli in carriera che lasciano i loro genitori nelle mani di figli di altri genitori.
A volte mi chiedo se arriveremo a capire che, nel gioco dei diversi ruoli, non conta tanto quello che siamo, se siamo figli o genitori, quello che conta è l'amore e la gratitudine che sappiamo dare, in senso di riconoscenza.

Adriana