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domenica 9 giugno 2013

IL MIO GURU






" Molti  mi dicono: "Sai Baba è morto". Personalmente penso che l' Energia Cosmica Universale, che sostiene il tutto, prende una forma per manifestarsi agli uomini. La forma viene lasciata, ma l'Energia continua ad essere e a lavorare per il bene dell'umanità, in piani più sottili e a noi invisibili. Il tempio di Dio, dove Egli abita, non è all'esterno di noi: è dentro il nostro cuore, per questo dovremmo cercare di purificalo. La fiamma dell'adorazione è l'amore, un amore senza se e mai, un amore che si esplica attraverso il servizio reso agli altri. Gli altri non sono quelli che sono differenti da noi o meno di noi, semplicemente possono trovarsi in difficoltà. Capita a tutti e quindi anche  a noi, prima o poi, di attraversare dei momenti di disagio. Possiamo espletare il nostro seva (servizio) a vari livelli e utilizzando strumenti quali le mani e la testa. Ringrazio il mio Maestro Sathya Sai Baba, perché con il suo esempio, che ho attentamente osservato, tante volte insieme  a migliaia di persone, mi ha insegnato che il servizio reso agli altri, ai sofferenti nel corpo o nella mente, ci porta a sentire la nobiltà della nascita umana. Non solo, ma anche a migliorarci. Ho visto tante volte Sai Baba, andare incontro a migliaia di persone, guardare con amore, sorridere, prendere le lettere e poi, instancabile, occuparsi della realizzazione di  progetti importanti: scuole, ospedali, acquedotto, etc. Il mio Maestro Sai Baba, l'ho visto trattare ricchi e poveri, giovani ed anziani, con lo stesso rispetto, attenzione e premura.  Il Purna Avatar, che esempio di servizio ed umiltà! Quando chiamava in intervista ti faceva sedere  ed accendeva il ventilatore, assicurandosi che stessimo a nostro agio e poi quando si rivolgeva ad ognuno lo faceva con estrema attenzione. Che lezione data dall'esempio, senza tante inutili parole! Senza pubblicità ha portato conforto ed aiuto a milioni di persone, che fossero fisicamente vicine o lontane da Lui. E questo succede ancora oggi, anche se non c'è più la Forma fisica.  Migliaia di persone, come me, hanno assistito a miracoli e il miracolo più grande, nella mia limitata consapevolezza, è stata la trasformazione che ha operato dentro di me. La forza che mi ha donato di passare attraverso le prove più dure: le perdite, i tradimenti, la solitudine, le calunnie, l'angoscia.  Quando ero nel bel mezzo di una prova importante aprivo un libro di suoi discorsi e trovavo subito le parole adatte, così come se mi stesse parlando in quel momento. Grazie a questo ho capito che la sensibilità d'animo è una dota rara e importante.
Mi ha sempre donato e  mi dona la forza di andare avanti e di capire che nulla finisce realmente, ma tutto vive contemporaneamente dentro di noi per sempre: il passato, il presente e il futuro.
Sono stata sempre convinta che Dio, se pratichiamo il bhakti yoga in maniera sincera e vera, agisce sempre e comunque per il nostro bene e non sempre possiamo arrivare, con la comprensione della nostra mente limitata, a capire il perché delle sue scelte, delle sue decisioni. Elevare la nostra volontà verso la Volontà divina è una delle forme più elevate di yoga. Sembra facile, ma non lo è affatto!
L'Avatar decide come e quando incarnarsi e come e quando andare via. Siamo noi esseri umani che non decidiamo. Quello che possiamo decidere è dare un valore alle nostre vite e fare si che questo passaggio terreno non sia stato invano. Nasciamo con un pesante bagaglio, durante il tempo di vita dovremmo alleggerirlo, tuttavia spesso succede che lo appesantiamo ancora di più, a causa delle nostre azioni. Vivere una vita libera non significa decidere di soddisfare tutti i nostri desideri, anche quelli sbagliati. Significa applicare la disciplina, poiché questa ci dona delle regole e ci aiuta a vivere senza creare danno a noi stessi e agli altri. Il sole sorge la mattina e  tramonta nel tardo pomeriggio, questa è la sua funzione. Per espletare il suo dharma, ha delle regole, che sono le ore dell'alba e quelle del tramonto. La vita senza regole diviene come un fiume in piena che travolge tutto ciò che incontra sulla sua strada, senza discriminazione, causando danni e  sofferenza. Il Maestro è il nostro migliore amico, ci segue sempre silenzioso, sa tutto di noi e non abbiamo bisogno di capire se possiamo fidarci o meno di lui, poiché non ci tradirà mai. Quello che fa è sempre per il nostro bene. Il Guru continua a vivere sempre dentro di noi attraverso i suoi insegnamenti e il suo esempio che, anche se dimenticati, emergono nel momento di necessità. Nella nostra limitata consapevolezza, come possiamo di giudicare o cercare di capire chi è ad un  livello molto superiore? Le vie di Dio sono insondabili. Ognuno di noi è una piccolissima onda dell'Oceano infinito del Tutto. Non bastano varie esistenze per comprendere di essere l'onda e di ritornare ad essere mare, come chiedeva Yogananda a Dio".
Adriana Crisci



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