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sabato 6 ottobre 2012

LA LIBERTA'

Carissimi,
oggi il mio abbraccio va a tutte quelle persone che sono nel disagio a causa della libertà altrui. Libertà non significa realizzare, applicando la regola del "costi quel che costi", i propri desideri, ma usare il senso della discriminazione. Ci sono persone che pur di realizzare i loro desideri, pur di soddisfare i loro istinti non si chiedono se i loro pensieri e le loro azioni potranno arrecare danno e sofferenza a qualcuno. Non è libero chi si lascia sopraffare dall'istintualità dei propri desideri, ma chi vaglia la bontà di ciò che anela a possedere. Si può desiderare di possedere una persona, un lavoro, la ricchezza, la posizione. Tutto questo è lecito nel momento in cui non si arreca danno ad alcuno, perché la sofferenza che si provoca agli altri...bene è quella, si proprio quella, che ci imprigionerà. La mente più razionale può dimenticare, ma ciò che è registrato nell' IN CONSCIO, cioè in quella parte di noi che ha conoscenza, quello rimane e ce lo porteremo dietro, fino a quando non avremo l'umiltà e la forza di affrontare le situazioni e di ripararle, lì dove è ancora possibile farlo. Se qualcuno commette un errore, prima o poi se ne renderà conto, ma quell'errore non appartiene a noi, appartiene alla persona che lo ha commesso. Quello che noi dobbiamo fare è cercare di non commettere lo stesso errore, magari per emulare. La vita ci insegna che tutto prima o poi sfiorisce. Possiamo trattenere la bellezza di una rosa e il suo profumo? Tutto ciò che nasce è destinato al mutamento del tempo. Ci sono persone che hanno dentro di loro un grande potenziale, tuttavia non lo riconoscono e così vivono la loro vita passando da una situazione ad un'altra e dentro hanno una grande confusione. Questa confusione non crea solo danno a loro stessi, ma anche agli altri.  Tempo fa mi chiesero cosa avrei fatto se avessi visto una persona commettere delle azioni contro la felicità degli altri........Oggi, alla luce delle mie esperienze e della mia trasformazione, posso rispondere che mi limiterei ad osservare, senza intervenire e senza invadere il territorio dell'altro. Infatti quando lo invadiamo creiamo una compromissione e in qualche modo condividiamo anche il karma dell'altra persona, sia esso positivo o negativo. E' necessario quindi, lasciare libere le persone che reputiamo nostri familiari, amici, colleghi di lavoro, di percorrere la loro strada e di incontrare nel bene e nel male i loro maestri di vita. Quello che a noi compete è governare la nostra vita e cercare di viverla applicando quei valori che rendono degna una persona di essere chiamata essere umano: la verità, la coerenza, la pace, la non violenza  e l'amore.
Quello che ci compete è intraprendere un profondo e sincero lavoro evolutivo per noi stessi....per il resto non puoi aprire gli occhi a chi vuole continuare a tenerli chiusi. Infine non dobbiamo mai porci su un piedistallo e in una posizione superiore rispetto ad alcuno, poiché la compassione è condivisione. La compassione è immedesimarsi nei panni dell'altro. Mi sono chiesta tante volte, in particolar modo in questi ultimi anni, come voglio vivere la mia vita. Oggi so che la vita è un dono prezioso, un'opportunità che mi è stata concessa per creare, nel tempo di vita terrena la mia libertà, avendo rispetto per tutti gli esseri siano viventi o meno. Possiamo comprare quasi tutto, ma ciò che non si compra è il rispetto. Proprio per questo sono importanti i nostri pensieri e le nostre azioni....e a volte cercare di riparare ciò che si è rotto.
Vi auguro una buona vita
Adriana Crisci

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