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giovedì 19 luglio 2012

I DIRITTI E I DOVERI

Oggi vorrei condividere con voi l'argomento diritti e doveri. La società vive in un certo disequilibrio perché ci sono parti del mondo dove prevale il senso del dovere, con pochi diritti. Un'altra parte del mondo, al contrario pensa solo a tutelare i diritti, senza che vengano espletati i doveri. Mi piace allineare il senso del dovere con il dharma. Nella vita abbiamo varie opportunità di crescita, ma se pensiamo solo ai nostri diritti, se curiamo solo l'aspetto orgoglioso della nostra personalità, corriamo il rischio di imparare poco. Ci sono individui che con faciltà cambiano lavoro, situazioni, amicizie, non dandosi l'opportunità di capire gli insegnamenti che stanno ricevendo, di maturare l'esperienza. E' come voler vivere solo in superficie, senza tuffarsi nella conoscenza profonda.......anche  e forse soprattutto di se stessi. Nella vita non è importante quante persone conosci, quante cose fai, quello che fai, ma la qualità. Intendo non solo la qualità del percorso di crescita, ma anche la qualità che mettiamo nel fare le cose e nel vivere le nostre relazioni, di qualsiasi tipo e livello esse siano. Focalizzandoci solo sui nostri diritti, corriamo il rischio di non imparare il senso dell'umiltà. La vita è una grande scuola ed abbiamo l'opportunità di migliorare le nostre tendenze distruttive. Direi che l'orgoglio è una di queste. Se si pensa solo ai nostri diritti attueremo poco una sana collaborazione con gli altri. Difficilmente accetteremo le parole e i consigli di chi ha più esperienza  o saggezza rispetto a noi. Mettersi in gioco nella vita significa anche compiere con rettitudine  e dovere quello che stiamo facendo, qualsiasi mansione occupiamo sia: genitori, lavoratori, amici, figli. Se per esempio ho un lavoro e tutelo solo i miei diritti, senza pensare al dovere, creerò un danno alla società o all'ufficio per cui lavoro. Il senso del dovere ci fa trattare gli altri con rispetto e amore, agiamo per vederli felici, agiamo per non creare difficoltà all'ambiente circostante. Agiamo con rispetto e sincerità perché consideriamo gli altri una parte di noi.Qualsiasi ruolo va svolto in maniera equilibrata vagliando bene quelli che sono i nostri diritti ma in funzione dei nostri doveri. Dovremmo chiederci sempre: " Sto mettendo del mio meglio nello svolgimento di questo incarico? Sto mettendo del mio meglio nell'essere un buon padre o una buona madre? Sto mettendo del mio meglio nell'essere un buon figlio?". Questo ci porterà a valutare il nostro spirito di sacrificio e di rispetto per la società. Anni fa, all'aeroporto di Mumbai, assistetti ad una scena che è sempre viva nella mia mente. Un giovane ragazzo indiano, appena arrivato dall'America, si inchinò a baciare i piedi di due persone più anziane. Rimasi stupita! Venni a sapere che erano i suoi genitori e che in segno di riconoscenza, per avergli dato l'opportunità di studiare all'estero, quello era il suo saluto e il suo ringraziamento. Che gesto nobile! Che meraviglia e dignità! Che umiltà! Oggi, in particolar modo nel mondo occidentale, le giovani generazioni sono state educate con poco senso civico. Quello che spesso conta è solo ambire ad una posizione che economicamente sia vantaggiosa. Quasi tutto è un diritto, deve essere così. Si ha rispetto per i sacrifici che un genitore  fa?  Prendendo in considerazione un altro aspetto della società, volendo parlare di lavoro. Una semplice constatazione. Una volta la crescita dell'economia era dovuta anche ad un sano rapporto che si instaurava, in alcune aziende, tra il datore di lavoro e i lavoratori. Oggi, spesso si guardano solo i diritti e non sempre si pensa ai doveri. Quando in una società non si rispettano più i ruoli e non c'è equilibrio tra diritti e doveri, quasi inevitabilmente c'è il declino.  Una attenta analisi del proprio modo di essere e di comportarsi, delle propri intenzioni, ci farà individuare se siamo persone che pensiamo più ai diritti, più al dovere o se viviamo in equilibrio, nel senso che svolgiamo con senso del dovere i nostri compiti e quindi, di conseguenza possiamo richiedere i nostri diritti.
Buona riflessione!
Adriana Crisci

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