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sabato 30 giugno 2012

LA SENSIBILITA'

Miei cari,
eccomi ritornata sul blog. Ho avuto alcuni giorni di spostamenti in altre città. Ognuno segue un suo percorso di vita, spero di  procedere bene sul mio. Lungo il percorso ci sono tanti viottoli e possiamo lasciare la strada maestra per incontrare la famosa Circe incantatrice. Quando veniamo incantati da maya ( l'illusione che riveste la realtà ), diventa difficile per noi discriminare tra ciò che è reale e quello che è falso e tra gli opposti. E' vero che gli opposti si attraggono, ma è anche vero che le persone che provano emozioni similari si attraggono. Chissà perché le persone poco trasparenti e poco sensibili si accompagnano sempre alle persone che hanno un modo di vivere similare. Stiamo vivendo in un'epoca che cambierà l'umanità. I cambiamenti già si vedono davanti agli occhi delle persone più sensibili. quando la luce assume la sua forza illumina, inevitabilmente, tutte le zone d'ombra e sono proprie tutte le nostre zona d'ombra che stanno apparendo, così come non è mai successo, agli occhi di una consapevolezza diversa. Intendo dire che la trasformazione passa, necessariamente, dalla presa di coscienza di tutti quei sentimenti, vissuti, emozioni che hanno creato le zone d'ombra. Mai come in questa era, ognuno di noi può confrontarsi con se stesso, con la sua interiorità. tutto questo fa parte della crescita e della sensibilità. Se ci chiudiamo nelle nostre convinzioni non apriamo le porte al gentile soffio del cambiamento e chissà quante altre volte saremo costretti a ritornare sui nostri passi per capire, per comprendere le situazioni che abbiamo creato e per divenire sensibili al cambiamento, cioè a cambiare le nostre menti.
Bene, pensavo di non avere con me la lettera, invece poi l'ho trovata ed ecco un altro passo, quello finale.

"Solo la vita che è maestra di tutti noi, potrà farti capire se hai agito bene o male. Nessuno può  e deve essere giudice di un altro, nessuno  si può ergere a moralista o può e deve condannare un altro. Tutto è già scritto. Abbiamo scelto noi le lezioni da imparare in questa esistenza ed anche coloro che dovevano portarcela. Perché quindi prendermela con te? Perché tu devi continuare a proiettare su di me dei pensieri distorti che che appartengono solo a te? Tu vedi solo una parte del passato e del presente, per giudicare me, per avercela con me, dovresti avere la capacità della visione interiore profonda e non basarti solo su parole, pensieri e razionalità, su quello che pensi che io sia ed invece non sono. Non ho mai pensato di te cose che altri hanno potuto pensare e non voglio assumermi la colpa di essere stato io ad averli indotti a pensare delle cose su ti te, perché non è vero. Ho incassato le tue accuse e le tue dicerie, tutta spazzatura, non mi interessa se sono stati un prodotto della tua mente o convinzioni che altri ti hanno trasmesso. La vita ti farà comprendere che ognuno vede nell'altro quello che vuole vedere, ma solo l'individuo conosce la verità su se stesso.  Spero che la vita sia clemente con te e che tu possa incontrare persone migliori di me che saranno in grado di aiutarti così come il tuo ego desidera. Ti auguro di essere forte quando arriveranno altri insegnanti a portarti le loro lezioni, di non vacillare e di non sprofondare ancora nel buio. Avrei potuto anche io raccontare tutto quello che sapevo di te, per difendermi dalle tue ingiurie. Non l'ho fatto non perché io sia migliore di te, ma per spezzare il ciclo di azione e reazione, perché ad ogni azione corrisponde un'azione uguale e contraria e come posso io augurare a chi mi ha fatto del male altro male? Non ho proprio la capacità di farlo. Le persone come me attraversano il mondo della materia senza tanta considerazione da parte degli altri, ma io non bramo a ciò che appartiene alla materia, perché da questa prima o poi tutti dobbiamo distaccarcene. Io sono venuto qui per pagare i miei debiti : Rimetti a noi di nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori" e per crescere. Ti auguro di provare la gioia nel tuo cuore e di realizzare tutti i tuoi sogni. Ti auguro di arrivare, un giorno, a coltivare il senso della compassione e dell'umiltà e di spogliarti delle maschere che indossi. Pensa a lungo prima di agire, non lasciare ancora devastazione dietro di te, non ti chiudere nelle tue false convinzioni, perché sono le tue. E' vero, avrò fallito nei tuoi confronti, ma questo è nel presente, non so se nel futuro i semi che ho messo in te germoglieranno e potranno portarti a vedere la vita con un'ottica diversa. Penso spesso a tutte le persone sofferenti e di contro alla gente che si diverte fregandosene della sofferenza degli altri e chiedo alla Fonte Superiore come si è potuto arrivare a questo punto. Può un uomo essere felice quando dall'altro capo del mondo un bambino sta soffrendo? Può una donna essere felice quando da un'altra parte del mondo qualcuno sta subendo violenze? Possono gli uomini essere felici torturando animali e inquinando la terra? Mi sarebbe piaciuto fare ancora questi discorsi con te, ma forse il tuo percorso era un altro. Ricorda che la vita non è fatta di esteriorità, perché questa è solo un aspetto che ricopre la luce della vita. Ti auguro una buona vita e di far brillare la luce che è in te, di non scoraggiarti quando troverai degli ostacoli da affrontare, anzi di credere in te e nelle tue capacità. Di svegliarti dal sogno e di poter guardare in faccia la realtà, quella vera e non quella che ha intrappolato la tua mente. Ti ringrazio per la lezione che sei venuto a portarmi, hai mantenuto fede all'impegno preso con me. Sei stato un perfetto, anche se inconsapevole, maestro per me, un duro maestro. Chiediti ogni tanto che tipo di percorso evolutivo è venuta la tua anima  a fare e forse un giorno comprenderai il perché di tante cose. Ognuno può scegliere di vivere la propria vita da addormentato o cercando il risveglio. Ti auguro di risvegliarti, questo è l'augurio migliore che un amico il quale viene considerato un nemico possa farti e te lo faccio con tutto il cuore. Se questo avverrà, allora tu comprenderai chi veramente io sono e cosa ha rappresentato il mio passaggio nella tua vita. Di una sola cosa posso oggi essere certo......di aver cercato di farti capire quanto devi considerare la tua vita  preziosa  e quindi  non bruciarla come se fosse una sostanza per ricercare la felicità. Ogni essere umano ha diritto ad essere felice, ma la felicità è uno stato della mente e va coltivata. Ti ho considerato come un figlio, ti chiedo umilmente scusa per questa mia velleità. Mi sono comportato con te come un padre, pur non essendo tuo padre e ricorda sempre che i genitori che amano i figli non sono sempre accondiscendenti. Ama profondamente tuo padre, quello vero, cerca di coltivare un pensiero positivo di lui. Quando diverrai padre lo capirai anche tu come sia necessario prendersi cura dei propri figli e aiutarli a crescere, evitando a loro di farsi del male e aiutandoli a  portare fuori le proprie qualità, a far brillare la luce che hanno dentro di se . Abbi cura di te!
Con profonda stima
........".

Bene, penso che ognuno di voi prenderà di questo scritto quelle parti dalle quali sarà colpito. Esistono al mondo delle persone speciali, il fatto è che non sempre siamo in grado di riconoscerle e quando le buttiamo via così come si fa come un calzino vecchio, mi chiedo se abbiamo sprecato un'occasione....voi che dite? Non è facile trovare persone che hanno a cuore le nostre situazioni senza avere alcun interesse o senza volere, da noi, qualcosa in cambio. Soprattutto non è facile, una volta che le abbiamo incontrate e magari abbiamo pregato Dio perché questo avvenisse, accettare le loro parole. Vi auguro di trovare persone meravigliose sul vostro cammino e di non scambiare la cura che avranno per voi con l'invadenza. L'invadenza è altro..........

mercoledì 27 giugno 2012

UNA NUOVA PUNTATA SU RADIO PRANA

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lunedì 25 giugno 2012

UNA BELLA LETTERA 3

Eccomi qui, di ritorno da un incontro molto bello con una mia cara amica indiana, cresciuta nell'ashram ( città monastero) di Aurobindo.  Mi ha fatto, ulteriormente,  comprendere come sia stato importante il mio percorso di vita. Eravamo su un autobus affollato e ad un certo punto le ho chiesto" Ti sei mai chiesta quale sia il compito della tua anima in questa esistenza? "  Le persone intorno ci guardavano incuriosite! La sua risposta è stata : " Certo. E' quello per cui vivo! ". Quando si è sulla stessa sintonia, non c'è bisogno di tante parole, di tanti discorsi ampollosi e cervellotici. C'è una comunicazione più profonda da cuore a cuore, da anima a anima, non ci sono tutte le resistenze create dagli ego, le incomprensioni, i fraintendimenti. Vedete che assurdità, ognuno di noi pensa di essere chissà chi su questa faccia della terra e non si rende conto che rispetto a milioni di persone e a miliardi di creature che vivono nel pianeta noi siamo degli esseri minuscoli. eppure la nostra prosopopea ci fa pensare di essere solo noi. "IO,IO,IO,IO..." Che illusione il nostro ego! Forse per questo i rapporti sono instabili o si vive la vita senza darle un senso. E' una riflessione che vorrei condividere con voi e se volete datemi pure una risposta. Grazie.
Ritorno alla lettera. Molti di voi l'hanno letta. E' un tema comune a tante relazioni inter personali.

" Spero che la tua vita scorra felice e che quando raccoglierai i tuoi frutti avrai tutta la forza e la maturità per accettarli ed elaborarli. La forza per non fuggire più dalle situazioni e affrontarle, si affrontarle. A nessuno si nega un chiarimento, soprattutto quando questo qualcuno si è molto prestato per noi. Non voglio pensare che tu sia diverso dalla tua profondità, quella vera e autentica che ho conosciuto, quella che non ha sovrastrutture, quella che ti fa dire che in cuor tuo sai qual'è la verità. Non voglio quantizzare il tempo della mia vita che ho messo a tua disposizione, per darti una mano, l'ho fatto con il cuore e non per fini particolari, come qualche mente subdola ha potuto farti credere. Ho cercato di mediare le situazioni di dolore che si stavano creando in altre persone a causa di comportamenti tuoi e di altri e per questo tu mi hai accusato di invadenza. Vedi, i veri meditanti e ti chiedo di non prendere questo come un giudizio, perché non lo è affatto, sono coloro che cercano di vivere la loro vita senza nascondere agli altri i loro comportamenti, senza tradire la fiducia delle persone care o semplici conoscenti. I veri meditanti usano la discriminazione, non invadono i luoghi e la vita degli altri e poi li accusano di invadenza nelle loro vite . Non fanno credere agli altri che hanno compreso cosa è la coscienza, quando poi non hanno coscienza nelle loro azioni. Non usano alcuno come capro espiatorio, fingendo di essere nella verità quando non lo sono affatto. Ti auguro di svegliarti e di vedere un giorno la realtà per quella che è, per quanto essa potrà far cadere le tue fantasticherie. Ognuno è libero di vivere la sua vita, così come vuole, ti ho sempre comunicato questo, solo che se trovi una persona che cerca di farti aprire gli occhi, anche se con metodi che non ci piacciono, questo non significa che dobbiamo disfarcene in malo modo. In questo tempo ho imparato a riflettere prima di agire e a cercare di capire se la realizzazione dei miei desideri possano danneggiare altri. Non è facile, lo so, discriminare su questo, capire quando un desiderio è giusto e quando non lo è.  Sappi che io ti ho compreso, più di quanto tu possa pensare, ma a volte, nel tentativo, di impedire ad una persona cara, di farsi del male, puoi usare solo le maniere più decise. Il problema è che questo qualcuno ti si può rivoltare contro, così come hai fatto tu e allora ti chiedi se era davvero una vera amicizia.  Ti chiedi se è valso la pena dedicare tanto tempo e tanta energia nel cercare di far comprendere ad una persona come te che la vita ha un significato importante e che ogni anima  può spiccare il volo verso vette più elevate di conoscenza e di consapevolezza. Non ero e non sono nessuno per decidere di avere un ruolo così  nella tua vita. Non sono tuo padre, tuo fratello o altro....  Sono un perfetto sconosciuto per te. A volte però e questa è la mia esperienza, le persone che ci porgono una mano, sono quelle che non fanno parte del nostro nucleo familiare, sono quelle che non ci chiedono nulla. A te suona strano questo, perché sei stato abituato sempre al dare ed avere. Perché qualcuno dovrebbe interessarsi a te, al tuo bene? Nel mondo non ci sono solo persone che fanno di tutto pur di soddisfare i loro istinti, il loro ego. Ne ho incontrate di persone che mi hanno porto una mano per farmi risalire dal baratro dei dolori, senza chiedermi nulla in cambio, neanche un grazie. Ho imparato il loro insegnamento e cerco di applicarlo nella mia vita con gli altri. Anche se le mie parole non hanno più importanza per te, ti auguro di svegliarti alla vera conoscenza. La vita ha un significato molto profondo e questo la tua interiorità lo sa. Non cercare, ancora, di buttarti tutto alle spalle.  La tua sofferenza passata non può e non deve essere più una scusa per trattare gli altri come tu li tratti. Anche io sono una persona che ha molto sofferto, ma con questo ho accettato i consigli di coloro che ne sapevano più di me, anche se non sempre li ho subito compresi. Non li ho rifiutati solo perché mi mettevano difronte alle mie responsabilità o ai miei errori e anche quando sono fuggito, poi ho sono ritornato, con molta umiltà a chiedere scusa e se pure pensavo che tutte le ragioni fossero le mie o che avevo fatto un grosso errore, ho cercato di rimettermi in gioco. Sono tornato a chiarire e sai perchè? Perchè anche solo per un attimo quella persona aveva fatto parte della mia vita e mi aveva dedicato il suo tempo e le sue energie. Proprio grazie a ciò sono uscito fuori dalla mia timidezza, quella timidezza che ho visto anche in te. Mi sono assunto la responsabilità delle mie azioni. Forse a te non è stato insegnato, ma nella vita, nonostante i pesi e le ferite che ci bruciano dentro, dobbiamo divenire responsabili di quello che facciamo. Non abbiamo alcun diritto di fare agli altri il male che abbiamo ricevuto. La tua rabbia la devi ascoltare, non puoi permetterti ancora che causi dolore e devastazione negli altri e che poi crei in te dei sensi di colpa. La tua rabbia non può e non deve portarti a pensare che se qualcuno tiene al tuo bene in realtà ha dei secondi fini...troppo comodo così, troppo semplice per il tuo ego. Tutto ciò che di fisico fa parte della vita è destinato a sciuparsi, a svanire, per quanto ci possiamo affannare a curarlo. Quello che non svanisce mai sono le nostre emozioni, quelle, per quanto distruttive siano per la nostra interiorità, per quanto dolore ci procurino, sono la nostra ancora di salvezza, se sappiamo affrontarle, ascoltarle e trasformarle. Le mie porte rimarranno sempre aperte per te, nonostante tutto. Sii onesto con te stesso, perché tu sei una persona umile ed onesta. Hai un'intelligenza profonda, valuta fino in fondo se il mio comportamento nei tuoi confronti è stato tale da giustificare i tuoi colpi  verso di me. Una persona leale si assume le sue responsabilità e non fugge dal chiarimento, in particolar modo quando pensa di aver ragione. Mi dispiace se ti ho portato a  pensare che non avevo più fiducia in te o se hai preso il mio modo di fare come un rifiuto delle tue azioni. Svegliati dalle false illusioni. Preferisco più un nemico che mi affronta e non un nemico che volta le spalle con indifferenza. Non mi aspetto le tue scuse no, come potrei averle se pensi di essere solo tu nella ragione? Quello che mi sta a cuore chiarire è tutto ciò che riguarda me, non perché io pensi di essere migliore di te, non lo penso affatto, credimi, siamo solo su livelli di conoscenza differenti, su percorsi che assecondano la natura di ciascuno. Non penso di essere io dalla parte della ragione  e tu dal torto, no...."

Mi fermo qui perché la parte finale della lettera che vi trascriverò nel prossimo post è particolare ed ha bisogno di  attenzione . Qualcuno di voi potrà dire su come è andata  a finire? Mi piacerebbe sapere la vostra opinione. Intanto vi saluto affettuosamente e vi ringrazio
Adriana Crisci

sabato 23 giugno 2012

UNA BELLA LETTERA 2

Ringrazio tutti coloro che stanno seguendo il blog. Aumentate ogni giorno! Spero che gli argomenti possano essere interessanti. Penso che ognuno di noi deve contribuire a lasciare il mondo migliore rispetto a come lo ha trovato. Questo non significa essere sempre felici, ma andare fino in fondo alle ferite e coltivare l'arte del fluire. Nasciamo al mondo già con un certo carico e la prima ferita è il distacco dal grembo materno. Felicità e sofferenza sono le due facce di una stessa medaglia, conosciamo la gioia perché sappiamo cosa è il dolore e cerchiamo di evitare il dolore perché la nostra natura umana è ananda ovvero beatitudine. Quando si parla di beatitudine pensiamo che questo significhi essere esenti da prove e test. Secondo me  e prendete questo come volete, la beatitudine è lo stato di equanimità che ti fa accettare i momenti belli come quelli brutti. Tuttavia, se come essere umano, riesci ad andare nel profondo della vera interiorità dove tutto è eternità, lì puoi vivere in uno stadio nel quale accogli tutto e cerchi di continuare a navigare, attraversando anche le tempeste dell'oceano della vita. Le tempeste sono i nodi emozionali che dobbiamo sciogliere e che ci legano e ci mantengono nell'ignoranza della verità. Bene, oggi, come promesso, vi riporto un altro pezzo della lettera. A dire il vero è un po lunga, ma mi piace trascriverla nella sua interezza, senza tagliare delle parti che per alcuni potrebbero poi risultare importanti.

" Amico mio, mi permetto di considerarti ancora tale. Magari per te non sono più un amico, ma per me e mia moglie lo sei ancora, perché ognuno lascia nell'altro una traccia di se, che viene registrata in una parte della mente più profonda. Tu sai che sono abituato ad accogliere i problemi, gli stati d'animo e gli umori degli altri. Per me nessuna interiorità è sprecata. Ci sono persone più forti ed alcune più fragili. Forse quelle più fragili  hanno scelto di vivere le lezioni più difficili. Ho lavorato molto sul perdono ed oggi posso dire che, per quanto riguarda quello che mi hai fatto e che sinceramente non pensavo di meritare, ti ho perdonato e non solo io, anche mia moglie. Una persona può sbagliare, in determinate condizioni, magari pensa di agire per il bene dell'altro e l'altro non riesce a vedere questo tuo bene, sopratutto se è circondato da altre persone che non so fino a che punto desiderano il suo bene. Forse erroneamente noi abbiamo pensato che il tuo bene fosse farti capire, invece tu hai compreso cose diverse, oppure te le hanno fatte credere. Quante volte ti ho difeso con terze persone, quante volte mi sono messo in prima fila per te, per giustificare e accomodare quello che facevi......Le amicizie sono importanti nelle nostre vite. Si incontrano persone che sembrano degli agnellini, invece sono dei lupi travestiti da agnelli. Devo dire che quello che mi ha creato più sofferenza sono state le tue accuse. Mi hanno fatto sentire una nullità. Per tanto tempo mi sono chiesto come avevi potuto pensare certe cose di me e sopratutto pensare che io fossi come le persone che tramano dietro gli altri. Hai creduto a cose che ti sono state riferite e che assolutamente non ho mai detto e fatto.  Certo non mi scrollo di dosso le mie responsabilità, lì dove ce ne sono state, ammetto i miei errori e la mia impulsività, in certi momenti, ma da questo all'arrivare a credere delle assurdità! Mi chiedo come fa una persona a lasciarsi incantare dai falsi profeti, da uomini o da donne che non sono fedeli ai loro ideali, che non portano avanti le responsabilità che si sono assunte, che non si impegnano nel loro lavoro e sono fuscelli in preda alle passioni. Come fa una persona a barattare le amicizie sincere che danno e non chiedono nulla, come fa a dire di essere stata sfruttata. Voglio pensare che tutto ciò sia stato frutto solo delle tue fragilità, delle tue ferite irrisolte, dei tuoi dolori. Ogni giorno prego Dio di illuminare le nostre menti, le menti di tutti noi, uomini e donne, e che possa arrivare uno spiraglio di luce che ci faccia risvegliare e conoscere la verità. Prego affinché si accresca il senso di umiltà dentro ognuno di noi. Ricordi? Facevamo dei discorsi sull'umiltà. Caro amico, tutto quello che conosco di te, resta custodito dentro di me. Mi chiedo se tu sei felice di vivere la vita così come hai deciso di viverla. Se tu sei felice io, noi siamo felici per te. "


Spero che anche per voi, quest'altra parte della lettera sia di qualche riflessione e utilità. Alcune persone mi hanno  comunicato che ritrovano molte situazioni e parti di loro in questi scritti e sono contenta che tutti noi possiamo crescere insieme! Ci sono altre pagine di questa lettera,  ringrazio chi me l'ha data e spero di pubblicare ancora il seguito.
Adriana Crisci

venerdì 22 giugno 2012

UNA BELLA LETTERA

Eccomi qui. Ritorno a scrivere dopo qualche giorno, trattenuta da una serie di impegni che hanno a che fare con il karma yoga. Il servizio da dedicare agli altri, evitando, quanto più è possibile, le trappole dell'ego. Si perché il presumersi di stare facendo qualcosa in favore di....credetemi è una bella trappola dell'ego. In realtà l'altro non è che un aspetto del divino che ci sta offrendo la possibilità di servirlo. Non dobbiamo presumerci, quindi di essere noi a servirlo, che ha bisogno di noi.....questa è una grande bugia, una trappola che ingigantisce il nostro ego. Quante volte abbiamo detto che abbiamo fatto troppo per qualcuno, in realtà quella persona è stata uno strumento di Dio per testare la nostra capacità di servire senza aspettarci nulla in cambio......anche se arrivare a questo, credetemi è molto difficile.L'altro ci ha concesso l'opportunità di servirlo.  La vita è fatta di opportunità e di scambi, non c'è chi ha bisogno di ricevere e chi si presume di dare, ma  ci sono solo dei ruoli da interpretare, per quanti faticosi a volte essi possano essere. Bene, girovagando, mi sono imbattuta in una lettera. Purtroppo non è firmata, ma anche se lo fosse stata, per correttezza non avrei potuto riportare il nome di chi l'ha scritta. Mi ha colpito nel profondo e creato un grande senso di commozione. Mi ha fatto molto riflettere come noi pensiamo che tutti abbiano una certa immagine di noi, la stessa, invece no, ognuno coglierà di noi quello che è capace di cogliere. Sicuramente non tutti penseranno che siamo delle brave persone, alcuni potranno pensare che siamo degli ipocriti, degli opportunisti, degli invadenti, delle persone gelose, etc. Nonostante ciò quello che conta è la nostra capacità di ammettere che in noi convivono il santo e il peccatore e che stiamo cercando di migliorare le tendenze non positive. La vera umiltà, lo dico sempre, è ammettere che non siamo infallibili, assumerci la responsabilità dei nostri errori e trasformarci, perché quando lo facciamo  vuol dire che stiamo crescendo e stiamo elevandoci ad un gradino più alto dei nostri stati di coscienza. Ho concluso l'incontro su COME VIVERE NELL'ARMONIA, tenuto il 20 giugno, con questa frase : " Essere ciò che si è, questo è vivere nell'armonia".
Ecco di seguito il testo integrale della lettera, purtroppo non era datata, ma penso siano parole adatte ad ogni epoca e circostanza. Mi auguro che anche voi troviate degli spunti di riflessione, come è successo a me.

" Caro amico,
in questi giorni, improvvisamente mi sei ritornato in mente, grazie ad una canzone di Lucio Dalla, della quale non ricordo il titolo ma che inizia proprio con le parole caro amico ti scrivo. Improvvisamente mi sono venuti in mente dei flash, degli spezzoni di tempo condivisi insieme. Sai a volte non c'è bisogno che ci sia stato tanto tempo, quello che è importante è la qualità del tempo trascorso insieme: le piccole illuminazioni, gli insegnamenti, i reciproci aiuti , i percorsi che abbiamo condiviso. Si dice che quando incontri un vero amico, un amico di varie vite, lo riconosci dalle affinità e poi dalla reciproca disponibilità. Probabilmente a volte ci illudiamo che le amicizie siano vere amicizie, magari lo sono, sino a quando non subentrano situazioni che ci riportano ad antiche tendenze, alla ripetitività di alcuni errori. Un vero amico cerca sempre di aprirti gli occhi, ma quando vuoi tenerli chiusi e l'amico si ostina, allora, quasi inevitabilmente, si creano delle fratture o anche delle rotture. Si dice che quello che si è rotto non può ritornare ad essere come prima. Non so se è vero, allora che senso avrebbe il lavoro di tutte quelle persone che restaurano i cocci e li rimettono insieme, dando una nuova vita ad un vaso? Che senso avrebbe il lavoro di quei chirurghi e poi dei terapeuti che lavorano nella riabilitazione, dopo un grave incidente? Sicuramente, dopo una rottura le situazioni cambiano, non mi riferisco tanto a quelle esteriori, ma a quelle interiori, perché il dolore dovrebbe far maturare. Ecco questo è successo a me. Ho pensato spesso a quali miei comportamenti avessero potuto scatenare la tua rabbia ed ho cercato di correggerli. In cuor mio ti ho anche ringraziato per avermeli fatti notare, anche se in maniera brusca, anche se alla fine mi hai trattato come se io fossi una vecchia pezza da scarpe o una persona indegna di far parte della tua vita. Si perché della vita di una persona, della mia, della tua, di quella di tutti gli esseri e non mi riferisco solo a persone, ma anche agli animali, non fanno parte solo le persone con le quali condividiamo la nostra intimità, ma anche i genitori, i fratelli, i figli, gli amici, i colleghi di lavoro, tutti i parenti, gli animali e tanto altro ancora.  Non ho incontrato tante persone capaci di provare un profondo senso di rabbia verso gli altri e  verso la vita.  Non riuscivo a capire bene cosa fosse la rabbia, pur avendola provata anche io, in alcune situazioni in cui mi sentivo frustrato. Oggi penso che chi prova  spesso rabbia è perchè ha una profonda sofferenza dentro di se. Con la sua rabbia infligge, consapevolemente o meno, sofferenza agli altri, perchè non ha cercato di mediare con le sue profonde ferite personali. Pensa di trovare sollievo al proprio dolore scaricandolo sugli altri. Spegnere il fuoco della rabbia non è facile, perchè questo fuoco incenerisce gli altri, ma con il tempo crea dentro chi la manifesta  un tale senso di disordine e di disagio che brucia e rode la vita. Mi chiedo come stai vivendo la tua vita e se è sopraggiunto qualcuno o qualcosa ad alleviare questo fuoco dentro di te, se ti sei soffermato ad ascoltare il tuo dolore.  Forse, con la mia consapevolezza di oggi, essendomi io tuffato nella profondità del mio dolore, adotterei modi diversi di porgerti la mia mano e di aiutarti così come tu volevi essere aiutato e di capire se effettivamente stavi richiedendo il mio aiuto. Ho capito che a volte il dolore può essere un regalo. Ho imparato ad ascoltare le mie emozioni, a cercare di comprendere e imparare le lezioni della vita, perchè in questo modo potevo agire e cambiare la mia personalità. Le relazioni umane, di qualsiasi tipo e genere siano, non sono facili, ma sono la nostra palestra di vita, quelle che ci insegnano ad essere meno orgogliosi se lo siamo molto, più umili se non lo siamo e a credere in noi. Ad accettare che ognuno è fatto a modo proprio e che forse per imparare una lezione dobbiamo anche farci male o farci fare del male. Io non ho mai voluto vedere il male negli altri, pensare che potessero esserci delle persone capaci di fare del male agli altri, questo anche quando l'ho ricevuto. Ho cercato sempre di scusare le persone e di vedere i miei errori. Non sono un santo no. Non sono migliore di te o di altre persone quelle che tu frequenti o quelle che io frequento, no. Sono una persona in cammino nella scuola della vita e nonostante tutto voglio continuare a vedere la luce che c'è in me e in ogni essere creato. Il resto sono solo delle sovrastrutture, delle personalità create dall'ego che convivono in una stessa persona e che magari a volte prendono il sopravvento. A volte creaiamo delle corazze per paura di soffrire o di non essere accettati e fuggiamo da coloro che ci possono dare una speranza di vero cambiamento. Ci sentiamo delusi dagli altri e anche da noi stessi, se abbiamo fatto o detto cose che non volevamo, magari presi dalla rabbia......"
La lettera continua ancora, ma ora devo andare, ho un appuntamento e non voglio ritardare, per me il rispettare gli altri è anche cercare di essere puntuali. Copierò la lettera sul blog nel prossimo post. Al vostro servizio. A presto!
Adriana Crisci


lunedì 18 giugno 2012


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lunedì 11 giugno 2012

COME VIVI LA TUA VITA?

La vita di ognuno è come una fabbrica nella quale si succedono e si costruiscono fantastiche alchimie. Ognuno può decidere come spendere il tempo della sua vita, anche in condizioni estreme, perchè così come fa un architetto, la vita si progetta nella mente di ogni essere umano. Solo che a volte non è per niente facile progettarla. Quando si è giovani si è pieni di sogni e desideri e pur di realizzarli non si prende in considerazione la ricchezza che si ha nel presente e così si fantatica o si fanno scelte di cui si potrebbero avere poi dei pentimenti. In realtà tutto dipende dallo stato di coscienza dove ognuno si trova e quello che è importante è capire in quale direzione la vita la si vuole far andare e cosa si vuole realizzare. La vita è un'opportunità e lo capisci quando  non si è più tanto giovane, perchè l'ego ha subito già delle lezioni dure. Essere presenti nella vita e viverla, essendo consapevoli di essere gli abitanti di un corpo, cambia la nostra visione delle cose.
Apparentemente sembra che siano i corpi ad interagire tra di loro, invece quello che gioca nelle relazioni di qualsiasi tipo e genere siano, è l'abitante del corpo che  tiene in se e manifesta le emozioni, i sentimenti e quant'altro. Ognuno è lo specchio dell'altro e quello di cui lo accusiamo in realtà è quanto non accettiamo in noi, l'altro ce lo sta solo mostrando. Ci fa vedere su che cosa dobbiamo ancora lavorare, quali emozioni trasformare, per vivere meglio. Il fine della vita, l'esperienza terrena della vita è arrivare a saper amare. Non mi riferisco all'amore fisico, perchè quello ha la funzione della procreazione. Mi riferisco all'imparare ad amare la scintilla divina che è in ogni essere, ad un amore che non è destinato a scemare nel suo desiderio, anzi, al contrario, ad aumentare come intensità. Certamente non è facile imparare ad amare oltre le passioni. Certo che non lo è. Chi persegue questo cammino rischia di essere frainteso se difronte a se ha delle persone che pensano all'amore solo come alla spinta e al soddisfacimento momentaneo dei sensi. Chiediti che vita stai costruendo? Cosa ti interessa di più? La posizione sociale? Quella economica? Quella della realizzazione interiore e della felicità? Tempo fa, al fine di aiutare una persona, inventai un mio vissuto non reale, simile al suo. Vorrei dirvi che è stato per me un grande errore. A distanza di qualche tempo, ancora oggi mi chiedo come ho potuto mettermi così in gioco e dire qualcosa che non era verità, pur di cercare di far capire a qualcuno che forse stava sbagliando con i suoi comportamenti. Vi dico questo per farvi comprendere come, se si capisce un errore, il correggersi diviene un qualcosa che supera il semplice ambito umano e va nell'aspetto più divino. A volte pensiamo di far bene e ci scapicolliamo, illudendoci di aiutare un altro. A fin di bene adottiamo dei comportamenti o delle parole che non fanno parte del nostro vissuto, del nostro modo di essere. Bene ci siamo dati la zappa sui piedi, come si suol dire. Qualcuno potrà pensare di me o di voi che il nostro agire sia stato spropositato, quando anche noi abbiamo vissuto delle situazioni similari, non sa che non le abbiamo vissute, ma le abbiamo create solo per cercare di dargli una mano. Vi ho portato questo esempio per farvi capire che quando stiamo costruendo, con i nostri pensieri e le nostre azioni nella direzione della non verità, tradendo i nostri principi pur di tendere la mano a chi non la vuole, a chi rifiuta i nostri consigli, allora ci siamo imprigionati. Non sarà facile uscire dalla prigione, dobbiamo trasformarci e anche molto, tuffarci nelle nostre zone oscure e poi, dopo duro lavoro, ritornare a salire, verso la luce, verso una nuova consapevolezza, più elevata, che ci rende più liberi. Come va la vostra vita? Come va la vita dentro di voi? Cosa state progettando e perché? La vita non va vissuta con eccessiva razionalità o solo con il cuore, la vita va vissuta cercando di manifestare attimo per attimo quello che noi siamo e cioè INCARNAZIONI DELL'AMORE, l'amore con la A maiuscola. Non tutti saranno pronti a capirci...ebbene il problema è loro! Vi auguro una buona riflessione!
Con amore
Adriana Crisci

venerdì 8 giugno 2012

LA CECITA'

In qualunque parte del mondo tu ti trovi, in questo momento stai leggendo il mio post. Quindi più del luogo è importante il tempo e la presenza. Troppo spesso la mente divaga nel futuro o si rifugia nel passato e troppo spesso ci dimentichiamo  di essere presenti, abitanti dei nostri corpi. Oggi ho avuto un incontro con i componenti dell'Unione ciechi e ipovedenti. Prima di recarmi da loro, perché mi avevano proposto di tenere nella loro sede un corso di yoga, ho chiesto alla fonte dell'ispirazione cosa potessi andare a dire a delle persone che vivono, con tanta dignità e forza, la loro condizione di disabilità. A dire il vero mi sentivo io una scolaretta che si stava recando in una scuola di vita. Improvvisamente è arrivato il pensiero che ho poi comunicato a loro. Chi non può usare il senso della vista, in realtà non si fa attrarre dall'esteriorità, ma percepisce le persone con una intensità e una profondità maggiore. Avevo appena finito di esporre questo concetto che Anita, una giovane non vedente, ha detto: " Si, io percepisco l'energia delle persone e mi rendo conto se sono buone o cattive".  Penso che questa nuova esperienza che si svolgerà con loro, mi arricchirà molto. A volte siamo convinti che il buio appartenga solo alle persone cieche, ma quante persone sono acceccate dai loro desideri e non riescono a vedere affatto che tipo di vita conducono e quale futuro si stanno costruendo? Spesso gli emarginati non sono le persone che non hanno la facoltà di utilizzare tutti i sensi, ma chi non ha il coraggio di superare il proprio orgoglio, chi ritiene di essere nella ragione e non vede quella degli altri, chi usa i sensi in maniera indiscriminata, chi usa il proprio fascino o potere per manipolare...e tante altre cose.... Emarginati sono coloro che pensano che la vita non sia abbastanza preziosa e per questo la vivono senza darle alcun valore. Valore non è fare quello che ci piace, soddisfare ogni nostro desiderio. La vita vissuta dandole valore e quindi arricchendola, è quella che ci fa usare la discriminazione, se stiamo pensando e agendo bene o al contrario. Se si vuole avere una visione profonda è necessario comprendere che bisogna discriminare tra passione e retto desiderio, perchè le passioni travolgono ma sono destinate a creare delle catene e a perdere la visione della realtà, quella profonda. In ogni momento dovremmo pensare che potrebbe essere l'ultimo e cosa ci porteremo con noi? Quante situazioni irrisolte? quanti dubbi e travagli interiori? Se stai leggendo questo post, probabilmente cercavi proprio queste parole. Non farti irretire dalle false pubblicità, dalla materialità di alcuni desideri, dalle passioni equivoche, dalla falsa modestia oppure dalla sensazione di non valere nulla. Cerca di svuotare la mente di pensieri inutili e pressanti e fermati ad ascoltarti: chi sei, cosa stai facendo, dove stai andando, quale vita ti stai costruendo. Prendi l'abitudine di fare un piccolo resoconto della tua giornata e di come ti sei comportato. Di quello che hai pensato, detto e fatto e noterai, con il tempo, come sarai più presente nella tua vita e come darai un valore alla tua vita, si perché la vita che stai vivendo è la tua, non nel senso egoistico, ma come vita che può fare tanto per collaborare alla crescita di una società migliore.
Ti auguro una buona vita!
Adriana Crisci

giovedì 7 giugno 2012

LA RABBIA

Cari amici,
oggi vorrei condividere con voi  alcune parole sulla rabbia e su come sia necessario spegnere le fiamme di questa emozione che di per se non è ne sana e ne cattiva. Quando c'è rabbia c'è quasi sempre un conflitto dentro di se e una certa insoddisfazione nel vivere la propria vita. Ci si sente non capiti, non accettati. Pensate alla rabbia che sviluppa chi non ha vissuto un'infanzia felice e non si è sentito valorizzato.   La rabbia può essere l'energia che ci fa agire e rompere, in maniera violenta, degli schemi e dei rapporti. In ogni caso essa procura nei nostri corpi più sottili la disarmonia e per riequilibrarla ci vorranno dei mesi.  Una ferita inferta al corpo si può rimarginare, anche se il corpo ne conserverà la memoria, ma delle parole dette con rabbia creano delle ferite più profonde e inducono gli altri a esserci contro. La rabbia non va repressa, va semplicemente trasformata in energia costruttiva, perché al contrario sarebbe distruttiva, inizialmente per gli altri e poi per se stessi. Quando si è arrabbiati si possono commettere delle azioni delle quali, con il tempo ci si può pentire. Quando una persona prova rabbia, non è presente a se stessa e non è in grado di utilizzare la discriminazione. Non si preoccupa di verificare la veridicità delle dicerie che può aver sentito e che possono averla fatta riscaldare. All'inizio la rabbia fa sentire forti, potenti, capaci di vedere solo le proprie ragioni e di distruggere tutti coloro verso i quali è diretta. Quando il suo effetto è finito allora si inizia a sentire un vuoto dentro e ci si rende conto di essere più soli di prima. Ci sono persone che fondano la loro vita su questo sentimento devastante, magari perché non accettano quello che sono e che fanno o le costrizioni del nucleo familiare. Questo tipo di individui è quasi incapace di costruire dei rapporti duraturi, di qualsiasi genere. Hanno dentro una sorta di insoddisfazione e, quando si sentono contestati e non accettati, subito scatta la difensiva e partono all'attacco. Sono persone che stravolgono spesso la loro vita al di fuori del nucleo familiare e hanno un'energia molto forte, ma anche molto materiale. Soprattutto sono persone che non riescono a vedere i loro lati oscuri e a lavorarci su, per questo seguono le loro tendenze non sempre buone e lasciano i percorsi più illuminati.... "Un giorno arrivò da un saggio un giovane, aveva tanta confusione in testa e scappava quando doveva affrontare situazioni che gli creavano ansia e panico. Così nella sua vita era passato da una storia all'altra, ma non era riuscito a costruire qualcosa di valido. Sembrava come un animale selvatico che non riusciva a trovare pace. Probabilmente ricercava quella pace, ma non ci riusciva e così alla fine aveva dentro di se, oltre che un grande guazzabuglio di pensieri e conoscenze, anche tanta rabbia. rabbia perché avrebbe voluto una famiglia diversa, perché avrebbe voluto crescere come tutti gli altri, rabbia verso il proprio destino e verso il mondo. Questo suo modo di fare aveva costruito il vuoto fuori e dentro di se, perché quando inveiva contro coloro che pensava non lo capissero, c'era da stare attenti. Incontrò il saggio per caso....ma non aveva capito che era un saggio. Così non ascoltò i consigli che questi gli diede, si arrabbiò e proseguì per la sua strada. L'aveva fatto già altre volte, perché non doveva farlo anche ora? Aveva l'illusione che ci si può buttare tutto alle spalle e proseguire oltre....Il saggio, in cuor suo gli augurò ogni bene, ma dentro di se sapeva che il cammino del giovane non sarebbe stato facile, quindi continuò a pregare per lui. Successe che, con il tempo, il giovane si rese conto dell'errore che aveva fatto, nel non aver colto tutti gli insegnamenti che avrebbe potuto ricevere e invece nel voler seguire gli allettanti, ma illusori desideri mondani. Il saggio rimase in attesa che il tempo portasse a termine il suo compito e un giorno, il giovane, che intanto non aveva avuto una vita facile, ritornò dal saggio e con l'umiltà che prima non aveva avuto si sedette ai suoi piedi e gli chiese di aiutarlo. Ricevette tanti insegnamenti e cambiò......Al contrario del giovane ci sono persone che rimangono nelle convinzioni delle loro ragioni e che non hanno l'umiltà di rivedere le loro posizioni. Continuano a fuggire, appesantendo così il loro bagaglio e non cogliendo le opportunità che la vita offre loro, forse non hanno neanche la forza di riparare alle loro azioni. Non è facile seguire i severi insegnamenti dei saggi......non è facile neanche avere la fortuna di trovare un saggio!
Quando sei posseduto dalla rabbia e da tutti quei pensieri che non ti fanno agire nella verità e per il bene comune.....fermati un istante....bevi un bicchiere d'acqua....non credere alle parole di chi desidera solo alcune cose da te......fai un respiro e rifletti.....Circondati di amici che non nutrano alcuna gelosia nei tuoi confronti...coltiva la compassione e l'umiltà e ricorda che, fin quando c'è vita, si può riparare a tutto. Nel percorso di crescita dobbiamo vedere non solo le nostre ragioni, ma anche quelle degli altri e riflettere!
Adriana Crisci

domenica 3 giugno 2012

ESERCIZIO SUL PERDONO

Eccomi qui,
per continuare il discorso di ieri sul perdono. Perdonare è donare e liberarsi di quelle emozioni negative e distruttive quali possono essere la rabbia, l'odio, il risentimento. Se ci sentiamo feriti dalle azioni di qualcuno, vuol dire che quel qualcuno è stato uno strumento dell'Universo, per indurci a lavorare sui nostri attaccamenti. Il più grande attaccamento è quello al nostro ego che ci porta subito a chiederci :" Perchè proprio a me? Cosa ho fatto per meritarmi ciò?". Per iniziare il percorso del perdono è necessario essere, prima di ogni cosa, onesti con noi stessi e quindi valutare quali sono stati i nostri comportamenti in un determinato contesto. Che cosa abbiamo pensato, detto e quali sono stati i nostri agiti. Alcuni li conosciamo, ma ci sono quelli che appartengono alla nostra storia remota, dei quali, in questa vita non abbiamo ricordo. Chiunque sia la persona che vi ha procurato sofferenza, non è importante, quello che conta è la lezione che è venuta a portarvi, perchè il suo contenuto sarà quello che vi spingerà a crescere, se vorrete crescere. Dopo questa analisi, senza crearvi dei sensi di colpa, lì dove verificate esserci dei vostri errori, iniziate ad inviare pensieri di luce all'altro. Dopo qualche giorno inizierete a sentire un sollievo e sarete pronti per scrivere una lettera. Potete prendervi tutto il tempo per scriverla, per aggiungerci nuove frasi, per leggerla e rileggerla. Questa lettera non sarà necessario spedirla, magari  l'altro non può essere pronto per capirla o potrebbe non essere interessato affatto a confrontarsi con voi. Pensate alla vostra crescita, l'Universo registra ogni cosa, poichè tutti siamo collegati, in qualche modo tra di noi. Cosa scrivere nella lettera? Tutto quello che sentire di fare dal profondo del vostro cuore. Ecco un esempio, solo indicativo, che non deve essere per voi, in alcun modo condizionante, è solo un esempio.

"Cara, Caro
è passato tanto tempo da quanto è successo. In verità avrei voluto scriverti già da molto tempo, ma non ero pronto /pronta. Il dolore era troppo forte e la mia mente era centrata talmente tanto sulla sofferenza che non riuscivo a vedere oltre. Ho ripensato spesso a quanto è accaduto e sinceramente mi chiedo come sia stato possibile, qual'è stata la forza che ha irretito a tal punto la tua mente da farti fare delle azioni contro di me così forti. Ora non ha più importanza per me! Ho spesso pensato alla confusione che ha potuto abitare nella tua mente, perchè se non ci fosse stata confusione, desiderio e altre emozioni contrastanti, non saresti stato/a spinto/a a ferirmi. Le parole hanno un potere enorme e possono ferire più di un pugnale, con la differenza che le parole scavano dei solchi più profondi. Qualsiasi cosa io abbia detto o fatto nei tuoi confronti, ti chiedo perdono e nel contempo ti perdono e mi perdono............... Potete poi continuare la lettera come più vi piace. Per quindici giorni prendetela in mano, ogni giorno, rileggetela ed aggiungeteci quello che che sentite, poi affidatela al fuoco.....Vi assicuro che vi sentirete più liberi.

Al vostro servizio
Adriana Crisci

sabato 2 giugno 2012

IL PERDONO

Oggi voglio condividere con voi il percorso di crescita sul perdono. Perdonare non è facile, anzi richiede un grande lavoro dentro se stessi, nel portare in equilibrio le proprie emozioni ferite, tuttavia quando ci riusciamo ci innalziamo a vette più elevate. Ritengo che non si possa parlare di qualcosa della quale non si è fatta esperienza e personalmente ho dovuto perdonare varie volte. Una volta una persona mi chiese come avevo potuto perdonare l'assassino di mio padre, ero abbastanza giovane allora, ma avevo già compreso che siamo qui per cercare di salire verso livelli di coscienza più elevati. Quando vivi alcune esperienze che lasciano un segno profondo nella tua vita, la vita stessa cambia improvvisamente e così ti avvicini alla sofferenza degli altri, la comprendi meglio, perché sai cosa significa soffrire. Con il tempo le ferite si rimarginano, diventano cicatrici, non procurano più lo stesso dolore, ma ogni volta che le vedi ti ricordi di quello che hai vissuto e proprio per questo ti immedesimi ancora di più nei panni degli altri sofferenti. Nonostante il mio vissuto ho sempre continuato a dare fiducia agli altri, ho cercato sempre di vedereil lato di luce negli altri, la loro parte animica e divina, anche se questo ha permesso ancora che fossi ferita. Tuttavia non smetterò di essere al servizio di altri esseri umani, non perché io sia migliore o gli altri peggiori, no, perché quello che faccio agli altri lo sto facendo a me. E' un'illusione egoica pensare che l'altro abbia bisogno del tuo aiuto e che tu lo stai aiutando, l'altro ti sta offrendo la possibilità di servirlo e servendo lei o lui stai servendo Dio.  I corpi cambiano, le menti anche, ma l'essenza contenuta in ogni essere umano è la stessa: puro amore divino. Se mi sento ferita da qualcuno, non cerco di vedere solo il suo errore, vedo quali possono essere stati i miei atteggiamenti che hanno lo indotto a ferirmi. Non è importante quello che è successo, ma le emozioni che posso aver vissuto. Il perdono mi ha portato, proprio recentemente, ad essere più libera, perché perdonando l'altro sto perdonando anche me stessa, magari di altre situazioni. Ogni persona è un nostro riflesso che ci mostra i lati belli e quelli brutti di noi. La forza non consiste nel fuggire da quelli brutti, ma nel ringraziare, come se fossero dei maestri inconsapevoli, coloro che sono venuti a portarci le lezioni più dure e sviluppare, contemporaneamente, la compassione. La rabbia ti fa commettere delle azioni e dire delle parole che sfuggono dal tuo controllo e poi non hai il coraggio di riparare a quanto hai fatto, anzi forse ritieni di essere solo tu nel giusto. Personalmente ritengo che bisogna superare la rabbia, perché all'inizio essa ti da forza, ma poi ti fa rimanere senza energie. Se sei una persona che prova rabbia nei confronti della vita, allora proverai rabbia verso quelli che ti mostreranno i tuoi lati peggiori. Potrai pensare che l'altro non ti comprenda o non ti sostenga e che invada la tua sfera privata. Penso che dobbiamo cercare sempre, quanto più è possibile di essere coerenti con la verità, perché i sotterfugi, a lungo andare creano l'infelicità e rompono i rapporti più importanti. Magari ti convinci anche che le ragioni sono solo le tue!L'uomo comune vive nell'illusione che tutto si costruisce e tutto si può rompere, in realtà niente si incontra e nulla si separa, perché qualsiasi rapporto lascia dentro di noi e anche negli altri delle tracce della nostra essenza e della loro essenza. Potrebbe sembrare un discorso difficile, ma non lo è. La vita può sembrare senza vie di fuga, perché fuggire e non affrontare le situazioni? Perché costruire muri e cercare di buttarsi tutto alle spalle? Se non avremo chiarezza dentro noi stessi e con gli altri, quello che stiamo cercando di buttarci dietro alle spalle, diverrà un peso da portare sulle spalle della nostra coscienza. Quello che vorrei condividere con voi è questo senso del perdono. Perdonare vi vincola di meno all'altro e fa si che si sciolgano dei nodi. Questa è la vera forza. Nel prossimo post vi farò degli esempi pratici su come attuare l'arte del perdono.
Buona vita a tutti
Adriana Crisci

venerdì 1 giugno 2012

INCOMPRENSIONI

Un abbraccio a tutti,
inizialmente voglio informarvi che il post sul tradimento sta avendo successo, forse perché davvero oggi è difficile rimanere fedeli.....aggiungerei innanzitutto a se stessi. Il mio pensiero va a tutte quelle persone che hanno scelto un percorso di vita non facile. Se fai del male lo fai innanzitutto a te stesso e così se fai del bene, senza presumerti di farlo, ma con molta umiltà, anche questo lo fai a te stesso. Spesso tra le persone nascono delle incomprensioni dovute a modi di pensare diversi, a culture e vissuti diversi, a sensi di colpa che si possono creare, a disequilibri energetici. Ritengo che il tempo sia la miglior medicina per ogni situazione. Molte volte nei rapporti, di qualunque natura e genere siano, intervengono delle manipolazioni e così la persona più fragile può essere, con più facilità, manipolata da chi ha più esperienza. Spesso si rifuggono le persone che dicono la verità in faccia e che apparentemente possono sembrare rigide o severe nelle loro idee e ci si accompagna alle persone più accondiscendenti. Un tempo, i maestri dello yoga, per far crescere i loro allievi, li sottoponevano a svariate prove, tra queste l'allievo veniva accusato di cose che non aveva commesso. In realtà il maestro lo sottoponeva ad una sorta di esame affinché l'ego dell'allievo venisse forgiato. In realtà tutte le persone che incontriamo possono essere dei maestri per noi, alcuni amorevoli e altri severi. E' facile accogliere quelli amorevoli, è difficile accettare la severità degll'altro tipo, tuttavia questi sono quelli che colpiscono il nostro ego e ci fanno balzare alla consapevolezza della nostra mente i contrasti che abbiamo dentro, le nostre tendenze negative che, noi stessi, rifiutiamo. Veniamo in questa dimensione terrena per viverla, certamente, ma anche per alleggerirci di inutili pesi. Questo può avvenire solo se iniziamo un lavoro di trasformazione di quelle nostre tendenze che noi stessi non accettiamo. Ecco, molte volte le incomprensioni nascono proprio da questo. Incontriamo qualcuno che ce le fa notare senza mezzi termini e allora ci sentiamo non compresi, non accettati, iniziamo a provare rabbia verso quella persona, in realtà è solo una valvola di sfogo perché noi per primi non accettiamo dei nostri modi sbagliati di fare. La coscienza ci dirà se abbiamo fatto bene o male.  I demoni, chiamiamoli così che si hanno dentro, ovvero le emozioni distruttive, devo essere illuminati dalle emozioni positive. Per questo è necessaria una costante osservazione di noi stessi, non parlo solo di osservazione mentale, ma anche di percepire i sintomi che il corpo trasmette. Una volta, in India, c'era un ladro che aveva commesso crimini efferati nella sua vita, ad un certo punto grazie al dolore mosso dai suoi sensi di colpa, cercò di trasformarsi. Iniziò, innanzitutto, a non derubare più alcuno, anche se all'inizio non fu facile sottomettere questa sua tendenza. Poi ebbe l'umiltà di chiedere scusa a coloro che aveva ferito e quindi girò la sua mente non più verso le passioni del mondo, ma verso Dio...ebbene, non ci crederete, divenne un santo onorato e rispettato. Aveva scoperto dentro di se tutto il suo potenziale positivo e questo faceva miracoli! Vi auguro di avere l'umiltà di riconoscere i vostri errori, se ce ne sono stati, di risolvere le incomprensioni e se non riuscite a farlo con le parole, potete sempre scrivere alla persona o le persone con le quali ci sono state delle rotture. Puntiamo il dito verso gli errori degli altri, per non vedere i nostri e così amplifichiamo le colpe altrui. Se accumuliamo incomprensioni su incomprensioni quanto grande diverrà il peso del nostro bagaglio? Spesso non si ha il coraggio di chiarire o di affrontare le persone che abbiamo ferito o dalle quali ci siamo sentite ferite. Ricordo sempre a me stessa e mi piace ricordarlo anche alle persone che incontro, che il tempo è la medicina migliore e direi che trasforma ogni cosa e a volte vi sorprenderete come, se non avrete pensato male di chi vi ha ferito o che avete ferito, quella persona avrà cambiato visione di voi. Vi auguro anche oggi un buon lavoro,perchè lavorare sui sentimenti e sui ricordi non è certamente facile, ma è necessario.
Adriana Crisci